Telemedicina Italia, un quadro giuridico

Se ne parla da almeno venti anni, anche se la disponibilità di nuove tecnologie ne sta abilitando uno sviluppo finalmente strutturale. Dopo sei anni dalla loro approvazione, le linee guida nazionale sulla telemedicina contenenti le regole per le visite, i consulti, i referti e la teleassistenza sono entrati nel Servizio Sanitario Nazionale. L’impennata che la telemedicina ha avuto nel corso degli ultimi mesi rendeva necessario garantire un approccio più ordinato e professionale non solo per i Pazienti, ma anche per i medici che hanno bisogno di un supporto professionale, tecnico e organizzativo adeguato.

È una netta inversione di rotta rispetto alle precedenti posizioni, che avevano piuttosto manifestato una certa perplessità nel dare un riconoscimento autonomo alla telemedicina.

Tuttavia i requisiti che le strutture sanitarie sono chiamate a rispettare nell’erogazione dei servizi di telemedicina sono molto impegnativi e, dove non fossero adeguatamente garantiti, possono dare adito a nuove e ulteriori forme di responsabilità medica.

Telemedicina come funziona la regolamentazione

La conferenza Stato-Regioni ha decretato la necessità di fornire indicazione uniformi su tutto il territorio nazionale per l’erogazione delle prestazioni a distanza, con particolare riguardo alle attività specialistiche.

La pandemia ha infatti reso indispensabile ripensare l’organizzazione del SSN, in particolare a livello territoriale, rappresentando un’opportunità unica per un servizio sanitario più moderno. L’erogazione delle prestazioni in telemedicina è fatta dunque tenendo conto del quadro normativo nazionale e/o regionale di regolamentazione dell’accesso ai livelli essenziali di assistenza, e richiede sempre la preventiva adesione dal Paziente, che deve essere già adeguatamente informato.

Le linee guida forniscono poi tutte le indicazioni sulle caratteristiche necessarie per erogare i servizi in telemedicina, ponendo in capo alle aziende sanitarie il dovere di rispettare una serie di importanti requisiti ulteriori rispetto a quelli necessari per erogare le prestazioni tradizionali. Le caratteristiche giuridiche sono dunque cambiate.

È stato ritenuto opportuno che i sanitari dispongano di sistemi differenziati per comunicare con il Paziente (SMS, e-mail con testi criptati, video comunicazione) e la presenza di un Centro di coordinamento tecnico che possa gestire le attività del servizio, assistendo le videochiamate degli utenti. 

Le indicazioni prevedono inoltre la garanzia di accesso a tutti gli utenti mediante strumenti informatici, ma Il dubbio é su quanto effettivamente questa garanzia sará rispettata. Altro aspetto importante dal punto di vista giuridico è quello della responsabilità professionale, che dovrebbe permanere allo stesso modo come per ogni atto sanitario svolto nel corso della propria attività, senza non tener conto della modalità a distanza e della gestione dell’attività stessa. 

Altro grande tema é quello del trattamento dei dati, per lo più sanitari (si pensi anche solo alla condivisione di referti). É necessario che vi sia il pieno rispetto della normativa in materia di protezione dei dati e strumenti che possano garantire una sicurezza informatica elevata, come per esempio la piattaforma Patient Care di Domedica.

L’Autorità Garante ha sottolineato che il ricorso a questi strumenti non può implicare la richiesta all’interessato di uno specifico consenso al trattamento dei dati personali, poiché si tratta di una differente modalità di svolgimento della prestazione sanitaria e del rapporto medico-Paziente.

Ciò non esime il titolare del trattamento dal rispetto dei principi di integrità, riservatezza ed esattezza dei dati e al fornire un’informativa chiara e precisa.

Si tratta di un quadro normativo complesso, per cui la raccolta dei dati deve essere limitata a quelli strettamente necessari a raggiungere la finalità, evitando ogni forma di eccesso.

Gli ospedali e telemedicina, un futuro inevitabile

La crisi dovuta alla pandemia da COVID-19 ha presentato molteplici sfide all’assistenza sanitaria, non solo per la pressione sulle strutture ospedaliere, ma anche per i legittimi timori da parte dei Pazienti di contrarre il virus recandosi per le cure all’esterno della propria abitazione.

In questa situazione di urgenza, la telemedicina ha rappresentato inizialmente un compromesso rispetto alla tradizionale erogazione di cure o visite in presenza, per poi essere presa in considerazione anche come opportunità.

Oggi, la pandemia ha abbattuto le barriere culturali che in precedenza hanno rallentato gli investimenti da parte del sistema sanitario in tecnologie, applicazioni e soluzioni integrate di sanità digitale: la telemedicina sarà sempre più presente.

Numerosi sono i vantaggi che derivano da questa nuova forma di erogazione delle prestazioni sanitarie, ma quando si applicano nuove tecnologie è necessario non sottovalutarne i possibili risvolti critici.

Dunque i soggetti e le autorità coinvolte proseguiranno attivamente questo percorso di implementazione della relativa disciplina in maniera uniforme: è forte infatti la necessità di una prospettiva uniforme a livello nazionale per rendere la regolamentazione omogenea.



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