Super batteri e antibiotico-resistenza, un fenomeno dilagante

Ogni anno nel mondo muoiono 700.000 persone a causa dell’antibiotico-resistenza, di cui 99.000 solo negli Usa e 25.000 in Europa.

Ma esattamente cosa provoca questa strage? I killer sono i “super-batteri”, germi resistenti che nessun antibiotico riesce a sconfiggere. Tra i più diffusi:

  • Enterococcus spp;
  • Staphylococcus aureus;
  • Klebsiella pneumoniae;
  • Acinetobacter baumannii;
  • Pseudomonas aeruginosa;
  • Enterobacter spp.

Gli interventi dell’OMS per arginare il fenomeno

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) prevede che da qui al 2050 l’antibiotico-resistenza causerà almeno 10 milioni di decessi annui, diventando la prima causa di morte nel mondo. Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è diventato un problema drammatico, anche perché, nonostante l’avanzamento delle ricerche in ambiti sempre diversi, sono pochissime le nuove molecole scoperte negli ultimi anni. Ma la guerra è appena cominciata. L’abuso della prescrizione di antibiotici in medicina e il largo uso che se ne fa in veterinaria, negli allevamenti e in agricoltura sono due delle cause che hanno contribuito a questo fenomeno. Per fornire qualche dato sull’abuso di antibiotici: uno studio condotto in sei grandi ospedali degli USA ha rivelato che il 60% dei pazienti al quarto giorno di ricovero è esposto a un antibiotico, nel 30% dei casi prescritto in assenza di segni o sintomi di infezione. Ma come prevenire la selezione e la trasmissione di batteri resistenti agli antibiotici? Per ora, gli interventi prioritari sono un uso più prudente di questi farmaci e la promozione di strategie di controllo dell’infezione, con un approccio globale che abbracci tutti i settori della sanità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità si è già dotata di un piano ambizioso per far fronte al problema, e a sua volta ogni nazione (più di 100 Paesi) ha realizzato il suo piano nazionale contro l’antibiotico-resistenza. 

E l’Italia come sta affrontando l’antibiotico-resistenza?

Il piano italiano, rispetto all’antibiotico-resistenza, prevede specifici interventi per incentivare l’uso responsabile degli antibiotici e per aumentare la sorveglianza e le azioni di contrasto delle resistenze. Ma soprattutto, prevede l’introduzione nei Lea di indicatori, come la riduzione del 10% dell’utilizzo di antibiotici in ambito territoriale e del 5% a livello ospedaliero, a cui saranno vincolati anche i fondi a livello regionale. E che, una volta in funzione, dovrebbero produrre forti risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale, visto che i costi diretti delle infezioni resistenti superano i 230 milioni di euro ogni anno. Quanto l’intero fondo destinato al nuovo piano vaccinale. Speriamo che questi provvedimenti contribuiscano ad arginare la grande piaga del nostro Paese: le infezioni ospedaliere. Il super batterio killer Klebsiella pneumoniae carbapenemasi produttrice è diventato in oltre il 50% dei casi resistente a tutti gli antibiotici, mentre le infezioni ospedaliere compaiono in circa 3 casi ogni 1.000 ricoveri acuti. Anche per l’Italia vale il discorso fatto a livello generale. Per controllare l’evoluzione dei fenomeni di antibiotico-resistenza bisogna evitare le prescrizioni ridondanti, ridurre appena possibile lo spettro e il numero di antibiotici somministrati a ogni paziente e contenere, dove possibile, i tempi di trattamento. Inoltre saranno necessari interventi mirati e a più livelli nelle strutture di lungodegenza e nelle medicine di comunità, dando la priorità alla ricerca e all’innovazione.

© Domedica s.r.l.

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