Poliomielite, l’obiettivo è l’eradicazione entro il 2019

Una nuova notizia positiva dal mondo della medicina: scende sempre di più il numero di casi di poliomielite, confinati a un paio di Paesi in tutti il mondo. Continuando con una corretta politica di vaccinazioni, l’eradicazione della malattia potrebbe avvenire entro il 2019, come auspicato dall’Organizzazione Mondiale di Sanità.

La situazione dopo gli anni difficili dell’epidemia

Si tratta di una grave malattia infettiva del sistema nervoso centrale, estremamente contagiosa, che attacca soprattutto i neuroni motori del midollo spinale, provocando paralisi. Il virus colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei 5 anni e nel ‘900 è stato responsabile di epidemie che hanno causato un numero esorbitante di casi di paralisi. Solo nel 1952, le vittime negli Stati Uniti sono state 21mila, mentre in Italia si raggiunse il picco nel 1958, con oltre 8mila persone colpite. Fino a 30 anni fa la poliomielite continuava a mietere numerose vittime: 350 mila bambini ogni anno in 125 Paesi del mondo. Negli ultimi anni, grazie a un miglioramento costante delle politiche vaccinali, la situazione è molto cambiata. L’Italia è stata certificata “polio-free” il 21 giugno 2002, ma l’ultimo caso di polio nel nostro Paese risale al 1982. Nel 2018 sono stati registrati meno di 30 casi, concentrati solo in due stati, il Pakistan e l’Afghanistan, e già da alcuni anni il mondo è vicino all’eradicazione totale del virus, come avvenuto in passato per il vaiolo. 

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Verso l’eradicazione: un percorso tutt’altro che in discesa

Per raggiungere questo risultato, tuttavia, è necessario mantenere un’alta copertura immunitaria ovunque, cosa non sempre possibile in Paesi in guerra o con infrastrutture sanitarie carenti. Per debellare la polio, inoltre, è necessario tenere sotto controllo non solo il virus selvaggio, ma anche il virus vaccinale. Il vaccino orale, utilizzato soprattutto nei Paesi più poveri perché molto più economico di quello intramuscolare, è stato utilissimo per bloccare la circolazione del virus selvaggio, ma poiché consiste in un virus vivo, questo può replicarsi e circolare nell’uomo, accumulando mutazioni che possono renderlo di nuovo capace di dare una paralisi. Stiamo parlando di casi rarissimi, e tutti concentrati in aree dove i servizi sanitari limitati non riescono a garantire coperture ottimali, ma è un aspetto che non va trascurato se si vuole davvero ottenere l’eradicazione della poliomielite in tempi brevi.

La sconfitta del virus permetterebbe di risparmiare, oltre naturalmente ai costi umani, circa 40-50 miliardi di dollari ogni anno. Al contrario, la mancata eradicazione dalle ultime roccaforti rimanenti potrebbe causare una ripresa della malattia, con ben 200.000 nuovi casi previsti ogni anno entro 10 anni. 

Per questo motivo i governi del Pakistan e dell’Afghanistan hanno mobilitato società civile, leader religiosi, operatori sanitari e famiglie, riuscendo ad ottenere negli ultimi anni grandi risultati. Lo stesso direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha visitato recentemente i due Paesi, ribadendo l’impegno globale verso l’obiettivo del 2019: la trasmissione zero della poliomielite.

© Domedica s.r.l.

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