Patient Engagement Model: il futuro dell’assistenza sanitaria

Tra le sfide che deve affrontare il Sistema Sanitario Nazionale italiano, vi è quella di aderire sempre di più al patient engagement model, ovvero un nuovo modello di assistenza che vede il paziente assumere un ruolo molto più attivo nel suo percorso di cura, a differenza della posizione passiva che ricopre allo stato attuale. A dire il vero, già da tempo alcune realtà, come Domedica, propongono servizi assistenziali in cui la partecipazione del paziente è fortemente incoraggiata, attraverso l’educazione, l’ascolto dei suoi bisogni e il costante dialogo. Questo metodo nasce dalla constatazione, ormai universale, che pazienti poco coinvolti, poco responsabilizzati e non consapevoli del loro processo di cura, rischiano molto di più di incorrere in ricadute e/o peggioramenti del loro stato di salute.

Una rivoluzione chiamata patient engagement 

Da un lato è una necessità etica che permetterà al paziente di migliorare la propria qualità della vita e il proprio stato psicologico durante il percorso di cura. Dall’altro, è anche una necessità pratica per il Sistema Sanitario Nazionale. Come già abbiamo detto, un paziente più consapevole è più coinvolto è meno soggetto ad aggravamenti e ricadute e, dunque, influisce meno sul bilancio statale. Ma anche il portafoglio del paziente viene colpito dalla mancanza di engagement: la spesa sanitaria dei cittadini raddoppia quando la persona in cura non si sente protagonista del proprio percorso assistenziale. Questo è uno dei dati emersi durante la Prima Conferenza di Consenso per il patient engagement in ambito clinico-assistenziale per le malattie croniche, promossa dal centro di ricerca EngageMinds HUB – Consumer & Health Research Center dell’Università Cattolica in collaborazione con la DG Welfare di Regione Lombardia. Questo approccio diventa ancora più importante in situazioni di malattie croniche. Al momento, più della metà dei pazienti cronici italiani dichiara di non sentirsi adeguatamente sostenuto e legittimato a giocare un ruolo proattivo nel proprio percorso socio-sanitario, a testimoniare la lunga strada che c’è ancora da percorrere. Bisognerà mettere in atto una vera e propria rivoluzione organizzativa e culturale, ma al momento mancano a riguardo delle chiare linee guida da seguire su tutto il territorio e in ogni ambito assistenziale.

Alcune strategie di patient engagement 

In attesa che vengano diffuse dal Sistema Sanitario Nazionale delle chiare direttive riguardo alle metodologie da utilizzare per la promozione di un ruolo del paziente più attivo, possiamo intanto raccogliere alcune strategie: 

  1. Ricordare che all’interno del vasto concetto di engagement sono racchiusi alcuni importanti aspetti del sistema di cura quali: l’empowerment del paziente, l’health literacy, ovvero la sua educazione riguardo alla terapia, la sua aderenza a quest’ultima e la condivisione delle scelte con il medico curante.
  1. Avere una visione ampia e sistemica, e un approccio multidisciplinare del percorso assistenziale.
  2. Comprendere che l’engagement è un processo complesso e soggettivo, che spesso si raggiunge per gradi. 
  3. Sensibilizzare all’importanza e formare al patient engagement i professionisti sanitari, a partire dalla loro istruzione universitaria.
  4. Coinvolgere attivamente nel processo di engagement volontari e caregiver. 
  5. Coinvolgere le associazioni di persone con patologie croniche.
  6. Ricordare che le nuove tecnologie possono favorire l’engagement del paziente, ma non sostituiscono la relazione terapeutico-assistenziale.

Da queste strategie appare ovvio che il paziente non può fare tutto da solo, al contrario: è fondamentale il coinvolgimento di tutto il personale sanitario. Una sfida che dovrà partire dalla formazione delle nuove leve, ma allo stesso tempo cambiare radicalmente la mentalità dei professionisti già all’opera.

Riferimenti Bibliografici:

  1. Modello di Engagement: Graffigna, G., & Barello, S. (2018). Engagement: un nuovo modello di partecipazione in sanità. PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE.
  2. Conferenza di Consenso e raccomandazioni per l’Engagement: Graffigna, G., Barello, S., Riva, G., Castelnuovo, G., Corbo, M., Coppola, L., … & Bosio, A. C. (2017). Promozione del patient engagement in ambito clinico-assistenziale per le malattie croniche: raccomandazioni dalla prima conferenza di consenso italiana. Recenti Progressi in Medicina, 108(11), 455-475.

© Domedica s.r.l.

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