Passi avanti sulla ricerca per l’epilessia, ma servono fondi

Lo scorso 8 febbraio si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale dell’Epilessia, per aumentare la sensibilizzazione su una patologia che colpisce 600mila persone solo nel nostro paese. Ma a che punto è la ricerca?

Il punto sulla malattia

Circa l’un percento della popolazione soffre di epilessia durante l’arco della propria vita. Il 5% soffre invece di episodi isolati, privi di significato patologico. Nella maggioranza dei casi l’epilessia è causata da una sofferenza organica del cervello, ad eccezione di una discreta percentuale di casi idiopatici, che può guarire spontaneamente durante l’età dello sviluppo (ma solo quando l’epilessia è di tipo semplice). L’insorgenza di manifestazioni epilettiche può essere determinata da diverse cause, le cui principali sono alterazioni congenite, tumore cerebrale, trauma cranico, alterazioni indotte da malattie infettive, ischemie o emorragie cerebrali.

La diagnosi di epilessia può essere fatta con diversi strumenti, primo tra tutti l’elettroencefalogramma, con cui si registra l’attività elettrica del cervello.Solo in casi eccezionali  si può asportare, con un intervento chirurgico, la zona del cervello da cui si origina la crisi epilettica. Questo tipo di intervento, che nel 70-90% dei casi porta a guarigione completa, è indicato in presenza di epilessia resistente alla terapia farmacologica, in cui sia stata ben documentata l’origine dei focolai epilettogeni e l’assenza di deficit neurologici gravi in seguito alla loro rimozione.

L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS ha avviato proprio in concomitanza con la giornata Internazionale una campagna di sensibilizzazione sulla epilessia e di raccolta fondi con l’obiettivo di sostenere la ricerca per migliorare la cura di questa malattia e la qualità della vita dei Pazienti. I farmaci attualmente disponibili infatti non possono risolvere il problema alla radice, ma intervengono prevalentemente sul controllare i sintomi delle crisi epilettiche, e molto spesso risultano inefficaci e comportano pesanti effetti collaterali. Gli effetti collaterali comuni a tutti i farmaci antiepilettici comprendono arrossamenti della pelle, disturbi digestivi e prurito, senza contare gli effetti collaterali specifici per ogni medicinale.

Il punto sulla ricerca

Proprio presso l’Istituto milanese è attivo il Laboratorio di Neurologia Sperimentale, impegnato nello sviluppo di nuovi farmaci che controllino le crisi epilettiche farmaco resistenti, o che perlomeno ne prevengano l’insorgenza. I ricercatori lavorano anche a biomarcatori che predicano lo sviluppo dell’epilessia prima della comparsa delle crisi epilettiche o che predicano la risposta terapeutica nel Paziente.

Proprio recentemente due farmaci anti-infiammatori sono stati utilizzati con successo. Questi farmaci  potrebbero essere utilizzati in futuro anche per altre condizioni cliniche associate a crisi farmaco resistenti, come ad esempio lo stato epilettico. 

Ma c’è anche un’altra linea di ricerca che sta avendo le prime applicazioni cliniche: riguarda il ruolo di un biomarcatore di epilessia farmaco resistente di una molecola infiammatoria chiamata HMGB1.  Come spiega Annamaria Vezzani, che guida il Laboratorio di Neurologia Sperimentale, “Un aumento dei livelli circolanti nel sangue di HMBG1 predice lo sviluppo di epilessia nei modelli sperimentali con largo anticipo rispetto alla comparsa delle prime crisi epilettiche. Inoltre i livelli circolanti di HMBG1 possono differenziare i Pazienti con crisi farmaco resistenti da coloro che invece rispondono ai farmaci antiepilettici. Basandosi su questi risultati, il nostro laboratorio sta contribuendo ad uno studio clinico prospettico multicentrico internazionale per valutare se HMGB1 può predire la comparsa di epilessia dopo un trauma cranico grave”.

Dunque i passi in avanti ci sono, ed anche consistenti. Bisogna solo investire di più sulla ricerca.

Condividi questo articolo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email

Articoli correlati

I nostri servizi

Più di 10 anni di esperienza nel disegno e nella gestione di Programmi di Supporto ai Pazienti e Progetti a Supporto di Medici, Centri Clinici e altri Stakeholder della Sanità.

I nostri Programmi migliorano la qualità e l’efficacia delle cure e incrementano l’adozione e l’aderenza di lungo termine alle Terapie.

Gestiamo Home Clinical Trials, Studi Osservazionali e Progetti di Real World Evidence, Studi sul Comportamento e Analisi di Outcome, in Italia e a livello Internazionale.

I nostri progetti abilitano la raccolta e supportano la diffusione di evidenze sull’efficacia delle Terapie e di nuovi Approcci Terapeutici.

Disegniamo e gestiamo progetti di Online Marketing, e-detailing e Informazione Scientifica, su tutti i canali rilevanti.

Aiutiamo i nostri clienti a costruire e sviluppare relazioni di valore con i principali Stakeholder, sostenendo le loro strategie commerciali e promozionali.