Medicina Narrativa: verso un’assistenza sempre più umana

Quante volte avete sentito un medico o un infermiere indicare un paziente con l’organo da curare seguito dal numero del letto? La medicina narrativa è esattamente l’opposto: una strategia di cura che attraverso l’attenzione, l’interesse, la sollecitudine, la preoccupazione verso l’altro unisce i percorsi esistenziali di medico e malato.

Non un monologo ma un dialogo

Analizzando 1.500 video, lo psicologo Egidio Moja ha calcolato che il medico tende a interrompere il paziente appena 18 secondi dopo l’inizio della visita. Questo dato allarmante dà un’idea di quanto il rapporto medico-paziente sia mono-direzionale, ma la relazione terapeutica non è un monologo ma un dialogo, e così come il paziente non è un organo, il medico non è una ricetta, ma una persona con il suo bagaglio di emozioni. Non a caso si parla spesso di mancata aderenza alla terapia, dovuta principalmente proprio alla mancanza di fiducia e comunicazione tra medico e paziente.

La Medicina Narrativa propone un cambio di direzione attraverso l’applicazione di un metodo narrativo per personalizzare la cura. La raccolta della storia di malattia ha lo scopo di costruire un percorso terapeutico personalizzato che dia sollievo alla sofferenza e favorisca la creazione di un rapporto di fiducia tra malato e personale medico.

Per poterla applicare al meglio occorrono alcuni elementi imprescindibili:

  • formazione
  • saperi antropologici
  • sensibilità

Rita Charon, del Dipartimento di Medicina della Columbia University, chiarisce bene il concetto: “I malati hanno bisogno di medici (e infermieri) che capiscano il loro star male, ascoltino i loro problemi e li accompagnino attraverso la loro malattia…. la possiamo definire una medicina centrata sul paziente, ma è utile anche al medico per riflettere sul significato della sua professione.”

Sulla scia della medicina narrativa, si sono sviluppate forme di comunicazione che connettono medicina e arte, come la graphic medicine.

Diverse narrazioni per diversi scopi

Grazie alla digitalizzazione, e in particolare agli strumenti social, oggi le persone hanno molti modi per elaborare narrativamente la propria malattia. Ma i vari canali possibili hanno obiettivi diversi: i forum ad esempio sono validi strumenti per la ricerca di consigli e soluzioni, i gruppi Facebook sono utili per trovare sostegno e condividere la propria storia.  Le narrazioni che vengono prodotte con una metodologia medica hanno invece come scopo quello di personalizzare il percorso terapeutico e costruire una storia di cura condivisa con il curante. Per poter ottenere questo risultato è necessario strutturare il racconto in modo tale che permetta al paziente di affrontare, metabolizzare e nel migliore dei casi superare eventuali difficoltà terapeutiche. E’ una procedura complessa: non a caso le realtà del settore, come la SIMEN  o il portale Istud per la Medicina Narrativa organizzano e promuovono Master sulla.

Medicina narrativa e digitale

Uno degli ostacoli più grandi nell’applicazione della medicina narrativa è che il medico tipicamente ha poco tempo per l’ascolto, va inoltre considerato che non è semplice per il medico creare un rapporto intimo con un paziente e rimanere allo stesso tempo il “dispensatore obiettivo” della cura. Ecco allora che viene in aiuto la digitalizzazione: raccogliere la storia attraverso strumenti digitali è vantaggioso sia per il medico, che può lasciarsi coinvolgere dalla narrazione mantenendo la necessaria distanza, sia per il paziente che si sente più libero di raccontare. La mediazione digitale presenta anche vari vantaggi pratici: elimina i tempi di trascrizione delle storie e rende il lavoro del medico più agevole e funzionale, consentendogli di concentrarsi sull’interpretazione delle storie, che possono essere riascoltate senza la presenza del paziente.

© Domedica s.r.l.

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