Malattie Croniche: Uno Sguardo Sul Presente

Le malattie croniche sono la principale causa di morte sia nei paesi ricchi che in quelli poveri. La lotta a queste malattie è quindi una priorità di salute pubblica in tutto il mondo. E’ sempre più necessario investire nella prevenzione e nel controllo di queste malattie, da una parte riducendo i fattori di rischio a livello individuale, dall’altra agendo per rimuovere le cause. In Italia però, prevenzione e cura sono ai minimi termini.

L’epidemia invisibile

“Epidemia invisibile”, cosi l’Oms ha definito le malattie croniche, che provocano 40 milioni di morti ogni anno in tutto il mondo – circa il 70% di tutti i decessi. Il numero maggiore di morti è dovuto alle malattie cardiovascolari (17,7 milioni di persone). In Italia, come afferma l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, sono responsabili di 240 mila decessi ogni anno (il 44% di tutti i decessi), di cui 110 mila uomini e 130 mila donne.  Nella classifica mondiale dei decessi per malattie croniche seguono i tumori (8,8 milioni), le malattie respiratorie (3,9 milioni) e il diabete (1,6 milioni).  Le malattie croniche includono un ampio gruppo di malattie, tra le quali cardiopatie, ictus, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche. Ci sono poi anche le malattie mentali, i disturbi muscolo-scheletrici e dell’apparato gastrointestinale, i difetti della vista e dell’udito, le malattie genetiche.

Oltre ad avere un alto tasso di mortalità, le malattie croniche possono essere anche molto invalidanti. Per esprimere quantitativamente l’impatto di una malattia sulla salute si utilizza una particolare unità di misura, gli anni di vita persi a causa della disabilità (Daly, Disability Adjusted Life Year). Daly è pari alla somma degli anni di vita persi a causa di una morte prematura e di quelli vissuti in malattia piuttosto che in salute.

Le cause principali

Alla base delle principali malattie croniche ci sono fattori di rischio comuni e modificabili, come alimentazione poco sana, consumo di tabacco, abuso di alcol, mancanza di attività fisica. Queste cause possono generare quelli che vengono definiti fattori di rischio intermedi, ovvero l’ipertensione, la glicemia elevata, l’eccesso di colesterolo e l’obesità. Ci sono poi fattori di rischio che non si possono modificare, come l’età o la predisposizione genetica.  Le malattie croniche, però, sono legate anche a determinanti impliciti, spesso definiti come “cause delle cause”, un riflesso delle principali forze che trainano le modifiche sociali, economiche e culturali: la globalizzazione, l’urbanizzazione, l’invecchiamento progressivo della popolazione, le politiche ambientali, la povertà. In questo senso fa impressione il dato che ‘87% dei decessi avviene nei Paesi a basso-medio reddito: i determinanti impliciti sono quindi un elemento fondamentale di cui tener conto per la prevenzione.

Gli sforzi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

È online il nuovo “Progress Monitor – 2017”, il documento dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che monitora sforzi e risultati che i singoli Paesi stanno mettendo in campo per contrastare le malattie croniche. Il report fornisce i dati su 19 indicatori misurati nei 194 Paesi membri dell’Oms. Tanti i progressi rispetto al 2015: 93 Paesi hanno fissato obiettivi nazionali per contrastare le malattie croniche (nel 2015 erano 59); 90 Paesi hanno realizzato linee guida per la gestione delle 4 principali malattie croniche (nel 2015 erano 50); 100 Paesi hanno realizzato campagne di promozione dell’attività fisica; solo 6 Paesi (di cui 5 africani) non hanno raggiunto nessuno degli indicatori (nel 2015 erano 14). I dati inoltre confermano che la promozione di stili di vita sani è l’arma più valida per prevenire e combattere le malattie croniche. Tutti possono ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare queste malattie semplicemente adottando abitudini salutari, in particolare: evitare il fumo, avere un’alimentazione corretta, limitare il consumo di alcol e svolgere attività fisica regolare.

Ma l’Italia aspetta…

Se poco in Italia viene fatto a livello di prevenzione, ancora meno si fa per i malati: il XV Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità “In cronica attesa”, del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiva, parla chiaro e mette in luce una realtà nazionale desolante: chi soffre di una malattia cronica in Italia entra in una bolla temporale fatta di attese, ritardi nelle visite, nelle diagnosi, nei controlli. Tempo che poi improvvisamente accelera nel momento delle visite, dell’assistenza, della riabilitazione, dei colloqui con gli specialisti. Inutile sottolineare come questa “fisarmonica temporale” a cui il malato è soggetto incida sul decorso della malattia e sull’aderenza alle terapie del malato.  Sono dati allarmanti, se si considera inoltre che l’Istat stima che nel Paese a soffrire di malattie croniche sia il 39,1% della popolazione.

Migliorare il decorso della malattia: i Patient Support Programs

Nella speranza che la prevenzione sia sempre più efficace per abbassare le drammatiche percentuali di malati cronici, bisogna oggi fare i conti con milioni di malati. Un valido aiuto per curare le malattie croniche arriva dai Patient Support Program, Programmi di Supporto dei pazienti che hanno l’obiettivo di migliorare lo stato di salute e l’aderenza alla terapia del paziente, fornendo servizi quali assistenza domiciliare, somministrazione del farmaco a domicilio od in strutture ospedaliere, supporto telematico e online 24 su 24 per problemi di qualsiasi natura, anche psicologici. Domedica da più di 10 anni sviluppa Patient Support Programs personalizzabili, che mettono il paziente al centro per garantirgli un decorso il più sereno possibile.

© Domedica s.r.l.

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