L’uso dei farmaci in Italia: quanto costano e chi li utilizza di più

Secondo il Rapporto nazionale stilato dall’Osservatorio Nazionale sull’ uso dei farmaci, nel 2018 in Italia il consumo farmaceutico territoriale complessivo, sia pubblico che privato, ammonta a 20.781 milioni di euro, con una diminuzione dell’1% rispetto all’anno precedente.
Di questi 20 milioni, quelli a carico dei cittadini (comprendendo i ticket regionali e la differenza tra il prezzo del medicinale a brevetto scaduto e il corrispondente prezzo di riferimento) risultano essere 8.379 milioni di euro, cioè il 3,8% in più rispetto al 2017.
Questo aumento può sicuramente essere ricondotto alla variazione del prezzo stesso dei medicinali: se è infatti individuabile una decrescita del prezzo per i farmaci di classe A, quelli di classe C hanno invece subito un aumento di prezzo del 23,1% rispetto al 2004.

Il consumo dei farmaci varia drasticamente di regione in regione

Come in altre questioni legate alla sanità, l’ uso dei farmaci dei singoli cittadini varia di regione in regione, come si deduce analizzando i dati della spesa farmaceutica: ad esempio, la Campania vede una spesa lorda pro capite per i farmaci di classe A-SSN pari a 201,2 euro, mentre nella Provincia Autonoma di Bolzano la spesa totale è di 120,1 euro pro capite. In generale, si può dire che nelle regioni del Sud il consumo farmaceutico sia mediamente più alto rispetto al Nord e al Centro per i farmaci erogati in regime di assistenza convenzionata. Contrariamente invece, per quanto
riguarda la spesa privata del singolo cittadino, il Nord risulta spendere di più rispetto alle regioni del Centro e del Sud Italia. Questi dati risultano particolarmente interessanti se li si confronta con un’analisi di correlazione tra la spesa per la compartecipazione sul prezzo di riferimento dei farmaci a brevetto scaduto e il reddito pro capite regionale, che indica come le Regioni a più basso reddito sono quelle che presentano una maggiore
compartecipazione.

Quanto spendono in medicinali le strutture sanitarie pubbliche

La spesa per l’acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche invece, è risultata pari a circa 11,9 miliardi di euro. Anche in questo caso, è possibile analizzare le tendenze dell’uso dei farmaci e dei valori di spesa in base a criteri geografici: la regione che presenta i valori pro capite più elevati è la Puglia (236,96 euro), mentre nella Provincia
Autonoma di Trento (166, 43 euro) si rilevano valori nettamente più bassi. In termini strettamente di consumo farmaceutico però, la regione che presenta i più alti tassi di consumo è l’Emilia Romagna, seguita subito dopo dalla Lombardia.

L’uso dei farmaci in Italia varia soprattutto in base a genere e età del consumatore

Un fattore fondamentale che aiuta nell’analisi dell’ uso dei farmaci è lo studio del consumo farmaceutico in base all’età e al genere del consumatore. Complessivamente, nel 2018, è possibile affermare che in media ogni cittadino italiano ha ricevuto una dose di farmaco ogni giorno. Vi è però una differenza nell’esposizione ai farmaci: come si accennava in
precedenza, è possibile constatare che, se nelle fasce d’età che vanno da 0-15 anni e da 65-85+ anni la prevalenza d’uso dei farmaci è pressoché identica per gli uomini e per le donne, nella fascia d’età che va dai 15 ai 65 anni si rileva una prevalenza d’uso maggiore nelle donne, piuttosto che negli uomini.

Un’altra precisazione va fatta tenendo conto non solo del sesso dei consumatori, ma anche della loro età: è possibile osservare come, fino ai 45-50 anni la dose giornaliera di
farmaci assunti sia inferiore a 500 DDD/1000 abitanti die, mentre dai 50 anni in poi il
consumo aumenta, fino ad arrivare a una dose giornaliera media superiore ai 3500
DDD/1000 abitanti dagli 80 anni in poi. Dopotutto è noto che gli anziani siano una fascia di
popolazione più fragile, che spesso richiede assistenza specifica.
Parallelamente a queste considerazioni, è infine possibile individuare come, considerando
la fascia d’età che va dai 50 anni in poi, la dose giornaliera di farmaci assunti sia
nettamente maggiore negli uomini, piuttosto che nelle donne.

© Domedica s.r.l.

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