La gestione delle malattie croniche durante il Coronavirus

Secondo la ricerca più recente dell’istat condotta nel 2018, sono oltre 24 milioni gli italiani che soffrono di almeno una malattia cronica. Più della metà di queste persone ha bisogno di cure continue, e questa necessità non si è certo fermata a causa del Coronavirus. Anche se si sta avvicinando la fase 2 le persone fragili o ad alto rischio, come chi soffre di malattie croniche, dovrà continuare a rimanere a casa. Vediamo dunque come comportarsi per evitare complicazioni.

I cambiamenti

Per prima cosa è senza dubbio necessario non interrompere le terapie, rimanendo in contatto con il proprio medico curante. Qualora insorgessero dubbi o complicazioni è a loro che bisogna rivolgersi senza doversi recare in ambulatorio esponendosi ai rischi del contagio. Nel caso in cui si tratti di pazienti che devono necessariamente continuare a fare controlli costanti, potranno sottoporsi ad esami periodici, ma trattandosi spesso di soggetti fragili, si può ricorrere per esempio al prelievo del sangue a domicilio. In questo modo il prelievo avviene nella sicurezza del proprio domicilio e con le analisi svolte il medico contatterà telematicamente il Paziente per eventuali modifiche della terapia.

Va ricordato inoltre che qualora un malato cronico assuma farmaci per i quali è richiesto un piano terapeutico che sta per scadere, si può evitare di recarsi personalmente all’ospedale o in ambulatorio per rinnovarlo. Difatti l’AIFA ha prorogato tutti i piani terapeutici in scadenza fino al mese di maggio. Il rinnovo è automatico è valido per tre mesi ulteriori rispetto alla data di scadenza. In questo modo la prescrizione dei farmaci potrà continuare ad essere fatta dal medico di famiglia. Continuano ad essere garantiti gli esami e le visite diagnostiche che rientrano nelle classi di priorità “U” ,ovvero urgenti, e “B”, brevi, quelle da effettuare entro 10 giorni.

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L’approvvigionamento dei farmaci

Anche qui ci sono importanti novità. Non è più necessario recarsi dal medico per ritirare il promemoria cartaceo della prescrizione fatta dal dottore sulla ricetta dematerializzata del Servizio sanitario.Grazie all’Ordinanza della Protezione civile in vigore dal 21 marzo il medico può mandare la copia cartacea per email oppure spedire il numero di ricetta elettronica  tramite sms o WhatsApp, o in via telematica. In seguito, muniti di tessera sanitaria, ci si può recare in farmacia per ritirare i medicinali (in alcuni casi è prevista la consegna a domicilio). Per alcuni farmaci prescritti sulla ricetta rossa cartacea,come quelli per la terapia del dolore,bisogna ancora recarsi presso l’ambulatorio del medico di famiglia. Inoltre in alcune Regioni sono prescritti sulla ricetta rossa anche i farmaci da ritirare presso la farmacia ospedaliera.

© Domedica s.r.l. 

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