In fase di sperimentazione un nuovo vaccino per i bambini affetti da HIV

L’Ospedale Pediatrico Bambino di Gesù di Roma sta sperimentando il primo vaccino terapeutico per bambini affetti da HIV. L’Ospedale della Sanata Sede, capofila del progetto di ricerca EPIICAL, sta portando avanti lo studio in collaborazione con il Karolinska Instituet di Stoccolma e grazie a un finanziamento del National Institute of Health americano. Una join venture internazionale dunque, che permetterà di testare il vaccino su un ampio campione di pazienti tra Italia, Tailandia e Sudafrica.

Finalmente un’alternativa alle terapie antiretrovirali?

La sfida del vaccino è riuscire a controllare il virus e ridurre al minimo, nei casi pediatrici, il ricorso alle terapie antiretrovirali, molto efficaci ma tossiche nel lungo periodo. I bambini che nascono affetti da HIV, infatti, devono iniziare le cure già nel primo anno d’età e proseguirle per tutta la vita senza interruzioni. Una situazione del genere richiede anche un adeguato supporto psicologico, che aiuti il paziente a comprendere l’importanza dell’aderenza alla terapia. Non sono pochi i casi in cui i pazienti faticano a seguire le cure con rigore, cure che hanno anche alti i costi per il sistema sanitario nazionale e che spesso per questo motivo sono negate nei Paesi più poveri. I primi test sul vaccino sono stati condotti nel 2013 su 20 bambini nati già malati, contagiati per via materna. Questo tipo di trasmissione della malattia, chiamato “contagio verticale” è quello che causa il 95% dei nuovi casi pediatrici ogni anno. Durante la prima sperimentazione il vaccino aveva già dato buoni risultati. La nuova sperimentazione avverrà nel 2019 su un campione più ampio di circa 100 bambini, affetti da Aids fin dalla nascita e già in trattamento con terapie standard. I primi pazienti saranno i bambini seguiti in Italia dall’ospedale Bambino Gesù e in seguito la sperimentazione si estenderà a bambini affetti da HIV in Sudafrica e Tailandia, due tra i Paesi con la più alta percentuale di bambini nati infetti per via materna.

Ecco come funziona il vaccino anti-HIV per bambini

Il vaccino terapeutico ha lo scopo di “educare” il sistema immunitario di un malato di HIV e stimolarlo a reagire contro il virus che lo ha infettato. La differenza tra vaccini terapeutici e vaccini profilattici è che i primi servono a curare persone già infette, mentre i secondi hanno una funzione preventiva. Ma come funziona nello specifico il vaccino pediatrico terapeutico contro l’HIV? Viene somministrato al bambino il Dna di una specifica proteina del virus dell’HIV. Queste informazioni genetiche, introdotte nelle cellule del paziente, stimolano la risposta immunologica dell’organismo: la cellula che riceve il Dna dell’HIV inizia a sintetizzarla, migliorando la risposta immunitaria contro il virus. La somministrazione del vaccino, abbinato alla terapia antiretrovirale classica, aveva aumentato le risposte immunologiche dei pazienti, permettendo di tenere maggiormente sotto controllo il virus dell’HIV.

Mai abbassare la guardia con l’HIV.

I casi di HIV in pediatria sono una realtà in forte diminuzione in Paesi industrializzati come l’Italia e le infezioni madre-figlio sono un evento sempre più raro. Gli adolescenti restano invece una fascia di popolazione particolarmente a rischio. In base alle ultime stime UNAIDS si registrano circa 180mila nuove infezioni pediatriche ogni anno, per un totale di circa 1.800.000 bambini con infezione da HIV. Puntare sull’educazione e sull’informazione è importante per limitare la comparsa di nuovi casi in futuro.

© Domedica s.r.l.

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