Il Caregiver: una figura fondamentale dell’assistenza sanitaria

In Italia oltre 2,8 milioni di persone si prendono costantemente cura di familiari malati e disabili; una responsabilità che riguarda il 5,9% degli uomini e il 9,4 % delle donne nella fascia di età tra i 18 ed i 64 anni. Molto spesso queste persone si occupano contemporaneamente sia dei figli che di altri familiari.
Lo rileva l’Istat in un approfondimento tematico sulla Conciliazione tra lavoro e famiglia, realizzato sulla base dei dati del modulo ad hoc europeo “Reconciliation between work and family life” inserito nella Rilevazione sulle forze di Lavoro nel 2018.

Lavoratrici e lavoratori a tutti gli effetti che, però, nel nostro Paese, sono praticamente senza diritti e vanno incontro ogni giorno a difficoltà che potrebbero essere superate se solo ci fosse una rete e un riconoscimento dell’importanza sociale della loro attività.

Chi è il caregiver

Questa parola è un termine anglosassone che indica colui che a titolo gratuito si “prende cura” di una persona bisognosa di assistenza a lungo termine in quanto affetta da qualsiasi condizione di non autosufficienza.  Si differenzia dalla figura del generico badante per le modalità e gratuità dell’intervento e per l’importanza degli aspetti affettivi e del senso del dovere.

Queste figure sono destinate a crescere in numero perché la vita media si allunga sempre di più e si amplia la fascia di popolazione anziana. Il vero problema è che mentre nel resto d’Europa la legislazione si sta muovendo da tempo verso il riconoscimento e la legittimazione di queste figure, in Italia sembra molto difficile smuovere la situazione.

In Inghilterra fin dal 2014 il Care Act riconosce al Caregiver il diritto alla valutazione della propria condizione di bisogno assistenziale, indipendentemente da quella della persona assistita. Il fine principale della legge era quello di rivedere l’attuale legislazione sessantennale in materia di assistenza sociale in Inghilterra. Il Care Act è un atto lungo (129 clausole nella parte principale della legge) che affronta molte questioni: da una revisione della consultazione pubblica sono state fatte 107 raccomandazioni di cui molte sono state adottate.

Il riconoscimento legislativo in Italia

Da molto tempo si attende la definizione di una legge che riconosca questo lavoro e lo tuteli.  Sono una colonna portante del tessuto sociale del nostro paese ma non hanno ancora ricevuto l’attenzione giuridica che si meritano.

Da un punto di vista delle norme e delle leggi in vigore gli unici riferimenti a questa figura e al suo lavoro si trovano nella Legge 27 dicembre, n.205 (la legge di bilancio per il 2018):
-All’art. 1, comma 255 ne troviamo una definizione e riconoscimento.
-All’art. 1, comma 254 troviamo l’istituzione del Fondo per il sostegno e del ruolo di cura e assistenza del Caregiver familiare, con una dotazione di 20milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019, 2020, poi portato a 25 dalla legge di bilancio 2019.

A parte questo, siamo ancora fermi alle proposte di legge accorpate e presentate in Senato in questi ultimi anni. Ora qualcosa potrebbe sbloccarsi: è stato infatti stato depositato ad agosto scorso in Senato, per essere preso in esame in commissione, il disegno di legge 1461, a prima firma Nocerino.

Il DDL prende le basi delle proposte già presentate in Senato, ampliandole e introducendo alcuni elementi, come la nomina, i contributi figurativi e le agevolazioni, ma si tratta di un testo che non risolve ancora le questioni più importanti.

In un futuro prossimo sarebbe auspicabile che si possa arrivare ad una legge che riconosca una figura centrale nella vita di migliaia di italiani.

© Domedica s.r.l.

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