Gamification in medicina: il futuro dell’health care?

L’utilizzo della gamification è già pratica accreditata in contesti come formazione, business, psicologia, marketing. Più recente è l’applicazione della gamification in medicina, che potrebbe portare a risultati interessanti soprattutto sul fronte dell’aderenza alla terapia.

Gamification e Serious Games

La Gamification è in sostanza un set di regole mutuate dal mondo dei giochi, dei videogiochi in particolare, che hanno l’obiettivo di applicare meccaniche ludiche ad attività che tipicamente hanno poco a che fare con il gioco. Attraverso queste regole si favorisce la nascita ed il consolidamento di interesse attivo da parte degli utenti, coinvolgendoli verso il messaggio/le pratiche che si sono scelte di comunicare. Elementi tipici della gamification sono:

  • punteggi
  • classifiche
  • premi
  • sfide
  • imprevisti
  • fattore rischio (ovvero dare all’utente la possibilità di rischiare il proprio status per ottenere premi/punteggi maggiori)

Un campo specifico della gamification sono i serious games: videogiochi progettati con scopo non di puro intrattenimento, spesso caratterizzati, oltre che dalle regole di cui sopra, da una narrativa che rende l’esperienza di gioco ancora più coinvolgente.

Requisito fondamentale perché la gamification funzioni è quello di coinvolgere non solo gli specialisti della disciplina, ma anche l’utente potenziale: solo in questo modo si potrà garantire infatti che la parte formativa/educativa sia realizzata con competenza, e che gli utilizzatori finali saranno motivati a giocare, in quanto coinvolti già in fase progettuale.

Gamification in Medicina: binomio vincente

Non è un caso che continuino a nascere nel mondo start up il cui core business è applicare la gamification in medicina. I campi di applicazione del resto sono molti:

  • formazione medica specialistica
  • riabilitazione
  • active ageing
  • prevenzione
  • miglioramento dell’aderenza alla terapia

Sul fronte della formazione, l’utilizzo più tipico è quello dei simulatori; ad esempio al chirurgo vengono fatte fare operazioni di routine e non, interagendo con un simulatore. Questo metodo aiuta anche a raccogliere informazioni sulle modalità operatorie del chirurgo e a dare i giusti feedback per migliorare le sue prestazioni. Per il personale infermieristico invece si realizzano tipicamente simulazioni di attività di routine, integrate con urgenze.

Ma è sul versante del paziente che si realizzano i progetti più interessanti, infatti lo schema tipico del gioco “obiettivo, azione, ricompensa” si adatta perfettamente per incentivare l’apprendimento di determinate pratiche quotidiane a cui il paziente, soprattutto se cronico, si deve adattare ed eseguire con regolarità. Le aziende farmaceutiche sono da tempo interessate agli sviluppi della gamification in medicina come strumento per migliorare l’aderenza: terapie e/o riabilitazione infatti, specie se in strutture sanitarie e non a domicilio, risultano particolarmente onerose sia in termini economici, sia per il paziente e i caregiver, costretti a continui spostamenti e permanenze fuori casa. Una terapia con i serious games in questo senso è rivoluzionaria: non solo non prevede spostamenti da parte del paziente, ma lo incentiva, attraverso i meccanismi del gioco, a seguire correttamente la terapia/fare esercizi/riportare dati sensibili ai medici e i caregiver. In caso di esercizi fisici necessari, i serious games usano un kinect: un sensore in grado di leggere i movimenti dello scheletro umano e di trasformarli in azioni sullo schermo. Anche le soluzioni che prevedono un hardware (come il kinect) sono disponibili a domicilio, rappresentando così di fatto una delle soluzioni più innovative nell’ambito del telehealth.

I dati raccolti dai pazienti, in questi primi anni “pionieristici”, parlano in modo chiaro di forte engagement e di conseguenza di maggiore aderenza alla terapia; se questo trend continuerà, la gamification potrebbe giocare un ruolo decisivo nel futuro dell’health care.

© Domedica s.r.l.

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