Dalle cellule del pancreas una possibile nuova cura per il diabete

Uno studio condotto sulle cellule del pancreas ha aperto nuovi scenari positivi su una possibile cura del diabete. I risultati pubblicati su Nature Cell Biology dimostrano come le cellule del pancreas possano, in caso di necessità, cambiare funzioni e identità. Non solo, sarebbero in grado di mantenere queste caratteristiche nel tempo. La scoperta eclatante a cui sono arrivati i ricercatori è che in futuro, proprio grazie a questa capacità delle cellule pancreatiche, il corpo potrebbe curare il diabete “da solo”.

Come avviene la trasformazione delle cellule pancreatiche

All’interno del pancreas, le cellule beta sono le addette alla produzione dell’insulina, un ormone che regola il livello di zucchero nel sangue. Nei pazienti affetti da diabete, queste cellule sono in genere danneggiate o addirittura distrutte. Adesso uno studio internazionale condotto dall’Università di Bergen ha scoperto che circa il 2% delle cellule del pancreas, che solitamente producono un altro ormone, il glucagone, possono cambiare identità e sostituire le vicine cellule beta nella produzione d’insulina, qualora queste fossero danneggiate. Per la prima volta, lo studio è stato in grado di risalire ai meccanismi che mettono in moto questa trasformazione. Tramite una ricerca su cavie animali, si è scoperto che questo processo avviene in seguito a segnali inviati dalle cellule circostanti e che, punto fondamentale, questi segnali possono essere potenziati attraverso l’uso di determinati farmaci. Informazioni preziose per progredire nella ricerca di una cura per il diabete.

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La possibilità di una nuova cura per il diabete

Queste due popolazioni di cellule pancreatiche, le cellule beta che producono l’insulina e quelle alfa che producono glucagone, condividono molti aspetti d’identità e funzione, come precisa il professore associato di Medicina Interna dell’Università di Catania Salvatore Piro. Secondo il professore, quello dell’Università di Bergen è uno studio importante, anche se, ricorda, non trova applicazioni nell’immediato futuro. Lo studio ha sì individuato un metodo per fare in modo che le beta cellule derivanti dalle cellule alfa mantengano la loro nuova identità, ma queste scoperte non sono state ancora verificate sull’organismo umano. Tuttavia, i risultati dello studio permettono di teorizzare nuove strategie di cura, che in futuro potrebbero incidere notevolmente nella lotta alla condizione cronica del diabete. Se i ricercatori riusciranno a padroneggiare i meccanismi che regolano questa flessibilità cellulare, in futuro potremo essere in grado di modificare l’identità di un numero maggiore di cellule, tanto da consentire al corpo dei pazienti diabetici di produrre da solo l’insulina di cui necessita.

© Domedica s.r.l.

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