Da settembre 2020 abolito il superticket

È di questi giorni la notizia che il superticket in Sanità sarà abolito a partire dal 1 settembre 2020. La decisione è frutto delle misure contenute all’interno dell’ultimo decreto fiscale approvato a Palazzo Chigi durante il Consiglio dei ministri. Secondo il ministro della salute Roberto Speranza l’obiettivo è quello di ridurre il peso della spesa sanitaria sulle famiglie per eliminare ”una spesa che diventa una diga all’accesso alle cure per molti e ogni cittadino che non riesce a curarsi per motivi economici è una sconfitta per lo Stato”. Il ministro degli affari esteri Luigi Di Maio si è espresso con parole simili sostenendo che una volta che il provvedimento verrà attuato, curarsi sarà finalmente un diritto. Il costo previsto per l’abolizione è di 550 milioni.

I problemi del superticket

Fondamentalmente consiste in una tassa di 10 euro (tuttavia definiti a livello forfettario) che viene pagata su ogni ricetta sia per le prestazioni diagnostiche sia per quelle specialistiche. L’autonomia alle regioni è larghissima, al punto che ciascuna di esse può decidere come modularlo (in base ai servizi o in base al reddito).

Dopo la sua introduzione a partire dal 2011 ogni regione ha avuto facoltà di applicarlo in modo differente. Questo ha portato ad uno scenario eccessivamente frammentario e con esborsi economici a volte spropositati da parte del cittadino. Per esempio in Lombardia ed in Piemonte l’aggiunta al ticket era proporzionale al valore della ricetta e poteva arrivare ad un massimo di 30 euro. In questo modo una singola ricetta poteva arrivare a costare 66 euro (36 di ticket e 30 di superticket). Sebbene si siano trovate soluzione alternative per ridurrne il costo appare chiaro che la sua eliminazione sarebbe un vantaggio per tutti e a più livelli.

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I vantaggi dell’abolizione

Nonostante si sia deciso solo adesso di abolirlo, a ben guardare i dati il superticket non si è mai rivelato una scelta lungimirante. Già nel 2012 aveva portato ad un calo del 17.2% delle prestazioni erogate dal SSN. Una parte di questo calo riguarda coloro che si sono rivolti al settore privato, al giorno d’oggi sempre più competitivo, ma gli altri? Sono coloro che hanno rinunciato direttamente alle cure non potendosi permettere determinati esborsi economici. La manovra finanziaria di quest’anno quindi sembra voler rimediare a questa situazione, che non ha fatto altro che aumentare le disparità tra regioni.

Il superticket dunque verrà abolito ma non solo. Secondo il ministro Speranza ci sarà ”un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio”.

© Domedica s.r.l.

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