Come si rafforzano i ricordi mentre dorminamo

Lo sappiamo tutti: il sonno è fondamentale per il benessere del nostro organismo. 

Una buona qualità del sonno consente inoltre di dare nuova linfa alla memoria e a renderci più vigili e attenti. Infatti è proprio quando dormiamo che vengono riattivate delle informazioni precedentemente apprese, e questo ci consente di conservare i ricordi a lungo termine.

Un team internazionale di ricercatori ed esperti ha esplorato il legame che intercorre tra i ricordi ed il sonno stesso. I risultati aprono nuove strade sulla funzione della memoria del sonno, oltre a sottolineare l’importanza di rispettarne i ritmi per immagazzinare correttamente i nostri ricordi.

Tra Sonno e memoria

Durante il sonno il corpo rallenta le sue funzioni fisiologiche ed il metabolismo, abbassa la temperatura, rigenera i tessuti e stabilizza la pressione sanguigna.  Stiamo parlando di un complesso fenomeno attivo che svolge tante importante funzioni nell’ambito della conservazione delle nostre funzioni cognitive, della nostra competenza immunologica e della protezione cardiovascolare.

Durante il sonno, il nostro cervello arriva ad elaborare particolari e specifici schemi di attività e, quando alcuni di queste si intrecciano, le esperienze apprese in precedenza vengono riattivate, aiutando a cementare i ricordi.

Per capirne meglio il meccanismo, il team ha ideato nuovi test in cui ai partecipanti sono state mostrate informazioni prima di dormire, quindi l’attività cerebrale è stata monitorata durante il sonno con movimenti oculari non rapidi (NRem) utilizzando la registrazione Elettrocardiogramma. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications

 

Monitorare il cervello durante il sonno

Gli studiosi, per arrivare a produrre la loro tesi, sono partiti da un dato abbastanza riconosciuto. Come noto da tempo, infatti, durante la fase del sonno vengono riattivate nel cervello una serie di informazioni apprese già in passato ed è questo il meccanismo che ci permette di conservare i ricordi, anche a lungo termine. 

Ma come avvengono questi processi? il team di ricercatori ha svolto una serie di nuovi test in cui ai partecipanti sono state mostrate diverse informazioni prima di addormentarsi. Subito dopo la loro attività cerebrale è stata monitorata durante il sonno attraverso i movimenti oculari non rapidi (NRem). I partecipanti sono infine stati intervistati dopo il risveglio, con l’idea di collegare l’entità della riattivazione della memoria mentre dormivano, alla effettiva capacità di ricordare una volta terminata la fase del sonno.

I Risultati dello studio

Ciò che emerge dallo studio è quanto sia fondamentale la combinazione di due attività cerebrali che svolgono un ruolo significativo: da una parte le oscillazioni lente, ovvero gli impulsi neurali che viaggiano come fossero delle “onde” da un punto all’altro nella corteccia cerebrale durante il sonno profondo. Dall’altra i fusi del sonno, ovvero inattese e rapide “esplosioni di attività cerebrale oscillatoria”, come le hanno definite gli studiosi. 

Si tratta, in questo caso, di situazioni che preannunciano il passaggio da uno stadio leggero di sonno, ad uno più profondo. “Abbiamo scoperto un’intricata interazione di attività cerebrale, oscillazioni lente e fusi del sonno, che creano finestre di opportunità che consentono questa riattivazione”, proprio come finestre che riattivano i ricordi, spiega Bernhard Staresina, della School of Psychology dell’Università di Birmingham. Thomas Schreiner, ricercatore della Ludwig-Maximilians-University di Monaco, ha invece dichiarato che “Questi risultati gettano nuova luce sulla funzione di memoria del sonno e sottolineano l’importanza di rispettarne i ritmi per orchestrare la creazione di ricordi”.

 

Condividi questo articolo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email

Articoli correlati

I nostri servizi

Più di 10 anni di esperienza nel disegno e nella gestione di Programmi di Supporto ai Pazienti e Progetti a Supporto di Medici, Centri Clinici e altri Stakeholder della Sanità.

I nostri Programmi migliorano la qualità e l’efficacia delle cure e incrementano l’adozione e l’aderenza di lungo termine alle Terapie.

Gestiamo Home Clinical Trials, Studi Osservazionali e Progetti di Real World Evidence, Studi sul Comportamento e Analisi di Outcome, in Italia e a livello Internazionale.

I nostri progetti abilitano la raccolta e supportano la diffusione di evidenze sull’efficacia delle Terapie e di nuovi Approcci Terapeutici.