Chirurgia Robotica, la nuova frontiera in campo oncologico e ginecologico

La medicina sta compiendo in tutti gli ambiti grandi progressi grazie alle nuove tecnologie, ma è forse in chirurgia che si sta assistendo al cambiamento più futuristico. La chirurgia robotica ha trovato largo impiego in Italia, grazie alla sua incredibile precisione e alla riduzione degli effetti collaterali per i pazienti. Il nostro Paese si è confermato leader europeo nell’utilizzo di questa nuova tecnica, con l’installazione del centesimo robot Da Vinci al policlinico di Catania. In Europa solo la Francia può vantarsi di avere lo stesso numero di robot, seguono a ruota Germania e Gran Bretagna. Nel mondo, invece, ci precedono solo Stati Uniti e Giappone.

Tutti i vantaggi della chirurgia robotica

Un robot come quello dell’università di Catania è un sistema di altissima tecnologia che permette al chirurgo di intervenire sul paziente manovrando da una console quattro bracci sottilissimi, poco più larghi di aghi, alle cui estremità sono montati gli strumenti per effettuare ogni azione necessaria durante un’operazione chirurgica: tagliare, cauterizzare, suturare ecc. Questi bracci permettono gesti chirurgici molto più ampi del normale, mentre una microcamera su un endoscopio consente una visione tridimensionale, in grado di moltiplicare fino a dieci volte la normale visione dell’occhio umano. Questa visione 3D in pratica permette al chirurgo di essere “immerso” nel corpo del paziente. Nella chirurgia robotica, gli organi interni vengono raggiunti attraverso minuscoli fori anziché tagli con il bisturi; questo consente interventi meno invasivi, e quindi meno rischi di infezioni, meno sanguinamenti e cicatrici. Di conseguenza, anche il tempo di degenza del paziente si riduce.

Le applicazioni in oncologia e ginecologia

Oggi la chirurgia robotica viene largamente adottata in urologia, dov’è applicata nel 66% degli interventi (dato del 2017). L’utilizzo di robot in sala operatoria comunque continua a diffondersi in molto altri ambiti, per esempio in ginecologia, dove è presente nell’11% degli interventi. È infatti molto indicato nel trattamento di gran parte delle neoplasie ginecologiche. In quest’ambito, la chirurgia tradizionale prevede interventi che comportano ampie incisioni cutanee e quindi prolungati dolori post-operatori, oppure interventi meno invasivi, come l’isterectomia vaginale, ma con spazi di lavoro estremamente limitati per il chirurgo. La chirurgia robotica ginecologica neutralizza i difetti della chirurgia tradizionale, ma ne raccoglie tutti i vantaggi: degli interventi laparotomici ha i movimenti precisi e semplici, mentre della chirurgia laparoscopica eredita le piccole incisioni. Come già detto in precedenza, questo riduce rischi di effetti collaterali, minimizza la degenza ospedaliera e, fattore da non sottovalutare soprattutto per le donne, evita la presenza di grandi cicatrici sull’addome. La ricerca poi va verso strumentazioni sempre più precise.

Recentemente è stato introdotto un nuovo robot, SenHance Robotic System (Transenterix USA), sistema di nuova generazione per la chirurgica mini-invasiva, che ha portato molte novità. La più importante è senz’altro la capacità di restituire al chirurgo la percezione della pressione/trazione esercitata sui tessuti, una funzione garantita dai multipli sensori localizzati sul braccio robotico. Questo comporta più consapevolezza da parte del medico e quindi più accuratezza nell’intervento.

Limiti e dubbi pensando al futuro

Il maggiore limite della chirurgia robotica, soprattutto in tempi di scarse risorse economiche è l’elevato costo dell’apparecchiatura, che si varia tra i 2 e i 3 milioni di euro, a cui vanno aggiunte le spese per la manutenzione, che si aggirano intorno ai 100mila euro l’anno. È chiaro che un investimento del genere può essere giustificato solo da un largo e continuativo utilizzo della macchina. Un rischio a cui si potrebbe andare incontro, invece, è quello di avere in futuro chirurghi abituati a operare solo attraverso i robot e non più in grado di intervenire con le proprie mani, nei casi più complessi.Al momento però, gli alti costi sono giustificati da un’ottima risposta di pazienti e chirurghi, e la ricerca continua per portare la precisione della chirurgia robotica in ambiti della medicina sempre più numerosi.

© Domedica s.r.l.

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