Che cos’é una malattia cronica

Il dover convivere con una malattia cronica si traduce nella consapevolezza che la patologia sarà una costante che accompagnerà il Paziente per il resto della propria vita. Le malattie croniche coprono un ampio spettro di patologie che vanno dal diabete alle malattie respiratorie, dai disturbi muscolo scheletrici a quelli della vista o dell’udito, fino ai tumori. Ad oggi costituiscono la prima causa di morte al mondo al punto che l’OMS le ha definite come “epidemia invisibile”. Oltre ad avere un alto tasso di mortalità, le malattie croniche possono essere anche molto invalidanti.

La situazione in italia

Lo scenario italiano è tutt’altro che rassicurante. Secondo l’Osservatorio Nazionale sulla salute nelle Regioni italiane le malattie croniche interessano il 40% della popolazione italiana: stiamo parlando di ben 24 milioni di persone, delle quali la metà presenta multi-cronicità. Se il presente fa paura il futuro sarà ancora peggio: per il 2028 si stima che l’ipertensione avrà colpito oltre 12 milioni di persone. Sempre per quell’anno si prevede che 5,3 milioni di italiani saranno affetti da osteoporosi mentre 3,6 milioni saranno i diabetici.

Naturalmente a farne le spese non saranno solo i Pazienti, ma anche il Sistema Sanitario Nazionale: di questo passo arriverà a spendere oltre 70 miliardi di euro solo nel 2028 per la cura delle malattie croniche.

L’unica vera soluzione è quindi giocare d’anticipo andando ad individuare quali siano i fattori di rischio più comuni e come si possa intervenire su di essi per modificarli.

Il consumo di alcol, il tabagismo, un’alimentazione scorretta e la mancanza di attività fisica sono la causa di un gran numero di queste malattie. Esistono anche altri fattori di rischio come per esempio l’età o la predisposizione genetica, ma a differenza delle altre queste non possono essere modificate, ragion per cui l’adozione di stili di vita corretti per la prevenzione è fondamentale, costituendo l’arma più valida per combattere le malattie croniche. Tutti possono ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare queste malattie semplicemente adottando abitudini salutari, in particolare evitando il fumo, seguendo una dieta bilanciata, limitando il consumo di alcol e svolgendo regolarmente attività fisica.

L’impatto delle scorrette abitudini di vita

Solamente in Europa la cronicità è un problema talmente vasto che l’Oms ha messo a punto “Gaining health”, una strategia europea per la prevenzione, la sensibilizzazione e il controllo delle malattie croniche. Di questa strategia esiste anche la traduzione in italiano, “Guadagnare salute”, a cura del ministero della Salute. È vero infatti che siamo tra i paesi più longevi , ma la speranza di vita in buona salute è peggiore che negli altri paesi dell’eurozona: per esempio il numero di fumatori è rimasto praticamente uguale dal 2014 nonostante le numerose campagne di prevenzione. Dai dati dell’OMS relativi alla raccolta del 2012-2013 in 19 paesi, l’Italia è risultata tra i paesi a più alta prevalenza di sovrappeso e obesità nei bambini di 8-9 anni insieme a Grecia e Spagna. Più in generale gli italiani sono troppo in sovrappeso:un terzo della popolazione lo è , e poco più di una persona su 10 è obesa. Di fronte al quadro futuro, per il Servizio sanitario nazionale è necessario intensificare gli sforzi per promuovere la prevenzione e un cambio di paradigma rispetto all’organizzazione dei servizi di cura, definendo nuovi percorsi assistenziali in grado di prendere in carico il Paziente nel lungo termine, prevenire e contenere la disabilità, garantire la continuità assistenziale e l’integrazione degli interventi socio-sanitari

Territorio e genere

Sempre l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane ha sottolineato il fatto che sulla  diffusione delle malattie croniche pesano il genere, il territorio e la classe sociale di appartenenza. È un’ulteriore dimostrazione del fatto che sulle malattie croniche si possa intervenire.

Il primo dato che salta all’occhio è che ad un livello di istruzione più basso corrisponde un’incidenza maggiore della cronicità, ed il divario cresce all’aumentare del titolo di studio conseguito. Nel 2017, nella classe di età 45-64 anni (quella in cui insorge la maggior parte della cronicità), le persone con la licenza elementare o nessun titolo di studio con almeno una patologia cronica era pari al 56%, scendeva al 46,1% tra coloro che hanno un diploma e al 41,3% tra quelli che possiedono almeno una laurea.

Incide anche la geografia: nelle regioni che hanno un reddito pro capite più alto l’incidenza delle malattie croniche è minore.  A titolo esemplificativo la Basilicata registra la prevalenza più alta di malati bronchite cronica, la Sardegna di osteoporosi, e la Calabria di diabete.

Infine la questione di genere: le donne sono le più colpite (anche in virtù dell’aspettativa di vita più alta) con il divario che aumenta ancora di più rispetto agli uomini se si parla di multicronicità.

Le malattie croniche più diffuse

Malattie cardiovascolari: sono la prima causa di morte nel mondo e solamente in Italia sono responsabili di 240 mila decessi ogni anno, di cui 110 mila uomini e 130 mila donne. I fattori di rischio per queste patologie sono molti: alcuni non modificabili, come l’età, mentre altri dipendono dall’alimentazione e dallo stile di vita. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), sono a basso rischio le persone che non consumano tabacco e sono normopeso, ovvero che hanno un indice di massa corporea inferiore a 25.

Tumori: sono la seconda causa di morte nel mondo dopo le malattie cardiovascolari. Secondo il rapporto “I numeri del cancro 2016” dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum) e dell’Associazione italiana oncologia medica (Aiom) nel nostro paese vengono diagnosticati quasi mille nuovi casi di cancro ogni giorno. Il tumore in assoluto più frequente è quello della mammella, seguito dal quello del colon retto, della prostata e del polmone. Secondo l’ISTAT i casi di tumori maligni nel 2018 sono stati 373.000. Fortunatamente la mortalità per i tumori è in riduzione in tutti e due i sessi e le percentuali di guarigione sono complessivamente migliorate, grazie soprattutto alla maggiore adesione alle campagne di screening, che consentono di individuarli precocemente, e della maggiore efficacia delle terapie.

Diabete: è una delle più grandi emergenze sanitarie globali. 422 milioni di persone ne sono attualmente affette ed entro il 2030 potrebbero arrivare ad essere oltre 5 milioni solamente nel nostro paese. Il diabete insorge quando l’organismo non riesce ad utilizzare in modo efficace l’insulina, ovvero l’ormone che regola la quantità di zucchero nel sangue, o quando il pancreas non ne produce abbastanza. Secondo l’associazione Diabete Italia Onlus, ad oltre 3,5 milioni di italiani è stato diagnosticato il diabete, ma un altro milione non sa di averlo e 3,6 milioni sono a rischio. E se il diabete di tipo 2 comprende la maggior parte delle persone con questa patologia, esiste anche una forma autoimmune più rara, il cosiddetto diabete di tipo 1, che colpisce più spesso in giovane età, che richiede la somministrazione giornaliera dell’ormone. In Italia ne soffrono circa 18mila bambini.

Demenze e malattie mentali: questi disturbi colpiscono più di 450 milioni di persone nel mondo. In Europa una persona su quattro ne è affetta, e comprendono malattie gravi come la schizofrenia, la depressione, i disturbi d’ansia, l’anoressia e la bulimia, e disturbi legati all’abuso di alcol. Sono patologie che hanno un impatto molto forte sulla sfera sociale del Paziente provocando isolamento, bassa qualità di vita e alto tasso di mortalità. Con il termine demenze invece si classificano un ampio gruppo di malattie cronico degenerative. Patologie che portano progressivamente alla perdita dell’autonomia e a vari gradi di disabilità, di cui stando al rapporto “World Alzheimer Report 2016” della federazione Alzheimer’s Disease International, soffrono 47 milioni di persone in tutto il mondo. Esistono diverse forme di demenza: quelle reversibili, i cui deficit sono dovuti a malattie di altri organi o apparati, e quelle irreversibili, come il morbo di Alzheimer o la demenza fronto-temporale. Secondo gli esperti il numero di pazienti affetti da demenze è destinato inoltre a salire in futuro a 131 milioni entro il 2050, a causa dell’invecchiamento della popolazione. L’Italia, come riporta l’Osservatorio Demenze dell’Iss, è uno dei paesi europei più anziani e quasi il 17% della popolazione (9,5 milioni) ha superato i 65 anni di età. Per ora il numero totale dei pazienti con demenza è di oltre un milione, di cui circa 600mila con Alzheimer, e sono circa 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari.

Malattie respiratorie: secondo il Ministero della Salute nel loro insieme rappresentano un serio problema di salute pubblica e hanno importanti effetti negativi sulla qualità della vita e sulla disabilità dei pazienti. I principali fattori di rischio sono di tipo ambientale, come il fumo, le esposizioni professionali, l’inquinamento atmosferico e la dieta, le infezioni. Tuttavia, accanto ai questi, non vanno trascurati i fattori di rischio individuali (genetici e legati alla familiarità, specifici aspetti di nutrizione e l’inattività fisica). Le malattie respiratorie croniche rappresentano una vasta gamma di patologie come l’asma bronchiale, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), le malattie respiratorie professionali, le riniti, le rinosinusiti, la sindrome delle apnee notturne e l’ipertensione polmonare. In Italia, le malattie respiratorie croniche sono la terza causa di morte, con più di 16.000 decessi all’anno, dopo le malattie cardiovascolari e neoplastiche. 

Migliorare il decorso della malattia: i PSP

Nella speranza che la prevenzione sia sempre più efficace per abbassare le drammatiche percentuali di malati cronici, bisogna oggi fare i conti con milioni di malati. Un valido aiuto per curare le malattie croniche arriva dai Patient Support Program, Programmi di Supporto dei Pazienti che hanno l’obiettivo di migliorare lo stato di salute e l’aderenza alla terapia del paziente, fornendo servizi quali assistenza domiciliare, somministrazione del farmaco a domicilio od in strutture ospedaliere, supporto telematico e online 24 su 24 per problemi di qualsiasi natura, anche psicologici. Domedica da più di 15 anni sviluppa Patient Support Program personalizzabili, che mettono il paziente al centro per garantirgli una cura il più efficace possibile.

Domedica ®

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