BPCO: Una Malattia in Costante Aumento

La BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) è una malattia incurabile ed è la quarta causa di morte nel mondo, eppure è poco conosciuta. Scopriamo di cosa si tratta e come prevenirla.

Una crescita inarrestabile

La broncopneumopatia cronica ostruttiva è una patologia progressiva che colpisce bronchi e polmoni ed è caratterizzata da una limitazione progressiva al flusso aereo che rende più difficile la respirazione. Sintomi principali sono tosse grassa con espettorato e dispnea (respirazione alterata per ritmo o frequenza, che avviene con fatica/sofferenza del paziente).

La BPCO colpisce nel mondo circa il 20% degli adulti di età superiore a 40 anni. La sua incidenza aumenta con l’età soprattutto nei fumatori. La malattia è in aumento costante a livello mondiale a causa principalmente dell’inquinamento globale e dell’incremento di tabagisti nei paesi in via di sviluppo. Al momento la mortalità è di circa 3 milioni di persone l’anno: la quarta causa di morte al mondo, tuttavia secondo le ultime stime diventerà entro il 2030 la terza causa, dietro a malattie cardiovascolari e tumori.

Circa il 50% dei malati di BPCO muore entro 10 anni dalla diagnosi. La patologia è prevenibile e trattabile, ma non guaribile.

Gli stadi della BPCO

Si distinguono quattro stadi di gravità della BPCO:

  • Lieve: frequenti tosse cronica e produzione di espettorato. La funzionalità respiratoria è lievemente ridotta.
  • Moderata: riduzione più consistente della capacità respiratoria, dispnea, tosse, e secrezioni bronchiali. Guarire da una malattia da raffreddamento può richiedere molte settimane.
  • Grave: la tosse con secrezioni bronchiali diventa più frequente e l’affanno rende impossibile svolgere alcune attività della vita quotidiana.
  • Molto grave: l’affanno è presente anche a riposo e rende impossibile svolgere le più semplici attività della vita quotidiana, come alimentarsi, lavarsi e vestirsi. Le riacutizzazioni sono frequenti e sempre più gravi; aumenta il rischio di ricovero ospedaliero e di morte.

Le cause

Le cause principali sono:

  • Fumo. Il tabagismo è la causa principale.  E’ incluso anche il fumo passivo. Il rapporto è spietatamente proporzionale: più fumo una persona inala, più danno è fatto ai tessuti polmonari. Di solito i sintomi progrediscono più rapidamente nei soggetti che continuano a fumare/sono soggetti a fumo passivo.
  • Asma e altre patologie respiratorie.
  • Inquinamento dell’aria (smog e polveri sottili ambientali, emissioni dei veicoli a motore, stufe, impianti di aria condizionata, etc.)
  • Prodotti chimici, polveri, fumi. Esposizione a vapori chimici, polveri, sostanze chimiche (ad esempio silice, cadmio, prodotti della combustione). Le esposizioni avvengono tipicamente nei luoghi di lavoro ma anche in ambiente domestico.
  • Infezioni delle vie aeree (bronchiti, polmoniti e pleuriti).
  • Predisposizione genetica. C’è una malattia genetica estremamente rara, conosciuta come Deficit di alfa-1-antitripsina, che può causare la malattia.

E’ da segnalare inoltre che recentemente è stato svelato il ruolo dello zinco per l’insorgere della malattia.

Come si tratta

Il trattamento non può curare la malattia ma può:

  • alleviare i sintomi
  • trattare le complicazioni
  • ridurre al minimo la disabilità

In caso di fumatori, il primo passo nel trattamento è smettere di fumare. E’ efficace soprattutto nelle prime fasi della BPCO: potrebbe invertire alcuni dei primi cambiamenti e rallentare il tasso di declino della funzione polmonare nelle fasi successive.

Altri trattamenti, molti dei quali possono essere facilitati tramite Patient Support Programs, prevedono:

  • Cambiamenti ambientali. Necessari in caso di esposizione ad ambienti nocivi.
  • Farmaci. Tipicamente vengono prescritti i broncodilatatori.  Per il trattamento di infezioni acute possono essere necessari gli antibiotici. I corticosteroidi possono ridurre l’infiammazione delle vie aeree. Per le riacutizzazioni, viene spesso prescritto un corticosteroide orale chiamato prednisone.
  • Esercizio fisico. L’esercizio regolare aumenta la resistenza, anche se non migliora direttamente la funzione polmonare.
  • Nutrizione corretta. Una dieta equilibrata migliora la resistenza alle infezioni. Inoltre bere molti liquidi può aiutare a mantenere il muco acquoso e facile da drenare.
  • Ossigeno supplementare. Nel caso in cui i polmoni non ricevano abbastanza ossigeno nel sangue, l’ossigenoterapia aumenta la capacità di esercizio e allevia l’eventuale insufficienza cardiaca.
  • Chirurgia per riduzione del volume polmonare. Questo intervento rimuove le parti più gravemente malate dei polmoni, consentendo alle aree meno danneggiate di espandersi meglio. Il valore a lungo termine di questa procedura è però ad oggi sconosciuto.
  • Trapianti polmonari o trapianti cuore-polmone. I trapianti sono un’opzione rara, solo per casi molto gravi di BPCO.

Le armi contro la BPCO: prevenzione e diagnosi precoce.

Com’è prevedibile, visto il trattamento della BPCO, per prevenire l’insorgenza e l’evoluzione della malattia è di fondamentale importanza ridurre l’esposizione complessiva al fumo di tabacco, alle polveri in ambito professionale e all’inquinamento degli ambienti interni ed esterni.

Altrettanto importante, vista la caratteristica degenerativa della malattia, una diagnosi precoce. Quando sospettare l’insorgenza della BPCO? Ecco un elenco delle caratteristiche e sintomi da considerare:

  • Età superiore ai 40 anni
  • Mancanza persistente di respiro; peggiora con lo sforzo
  • Tosse cronica, anche senza catarro, in genere al mattino per non meno di 3 mesi, per almeno 2 anni consecutivi
  • Produzione cronica di catarro
  • Storia di esposizione a fattori di rischio (tipicamente il fumo di sigaretta)
  • Familiarità per BPCO
  • Respirazione rapida
  • Una tinta bluastra per la pelle, le labbra o le unghie
  • Torace disteso a forma di botte
  • Uso dei muscoli del collo per respirare
  • Suoni anormali
  • Segni di insufficienza cardiaca (gonfiore alla caviglia e alle gambe)

Per aumentare la prevenzione, migliorare le diagnosi e trattare al meglio la malattia, varie associazioni, tra cui, l‘Associazione Italiana Pazienti Bpco Onlus, hanno redatto un manifesto in cui chiedono che il medico di base prenda parte alla gestione completa della patologia.

© Domedica s.r.l.

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