Arrivano i cardioidi, una potenziale svolta per le malattie cardiovascolari

Un gruppo di ricercatori dell’Accademia delle scienze austriaca (Imba), coordinato da Sasha Mendjan, ha sviluppato in laboratorio dei mini-cuori con strutture simili alle camere cardiache. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cell, e dimostrano la loro utilità come modelli per lo studio delle malattie cardiovascolari, aprendo la via a una rivoluzione nello studio delle malattie cardiovascolari e nella riparazione delle lesioni provocate dall’infarto. I “cardioidi”, secondo i ricercatori, potrebbero così rivoluzionare la ricerca sui disturbi cardiovascolari e sulle malformazioni del cuore, offrendo alla comunità scientifica dei modelli fisiologici utili per studiare in vitro anche le lesioni o le malformazioni cardiache congenite.

Le malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari sono un gruppo di patologie di cui fanno parte le malattie ischemiche del cuore, come l’infarto acuto del miocardio e l’angina pectoris, e le malattie cerebrovascolari, come l’ictus ischemico ed emorragico. A livello mondiale, ed in particolare nei Paesi con uno stile di vita tipicamente occidentale, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte.  Solo nel nostro Paese costituiscono la prima voce per quanto riguarda morbosità, invalidità e mortalità.

In Italia infatti, come riporta il Ministero della Salute, sono responsabili del 34,8% di tutti i decessi (31,7% negli uomini e 37,7% nelle donne). Più nello specifico, secondo i dati Istat 2018, la cardiopatia ischemica costituisce il 9,9% di tutte le morti (10,8% negli uomini e 9% nelle donne), mentre gli accidenti cerebrovascolari l’8,8% (7,3% negli uomini e 10,1% nelle donne).

Contribuiscono a questo triste primato soprattutto le malattie associate all’aterosclerosi, la cui comparsa è favorita da uno stile di vita caratterizzato dall’abuso di fumo, alcol e droghe, dalla sedentarietà e da una dieta poco curata.

Le malattie cardiovascolari sono in gran parte prevenibili, in quanto riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità), anche fattori modificabili, legati come detto a comportamenti e stili di vita (fumo, alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà) spesso a loro volta causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa.

Ancora oggi è opinione diffusa che le malattie cardiovascolari riguardano soprattutto gli uomini e la grande maggioranza delle donne ha una percezione molto bassa dei pericoli causati da queste patologie. Appare evidente come sia necessario da un lato favorire la diffusione di stili di vita corretti, dall’altro intervenire più direttamente con cure e metodolgie innovative.

 

Il risultato dello studio

I cardioidi offrono incredibili potenzialità per lo studio dei difetti cardiaci congeniti umani.

 A guida del team di ricercatori, Sasha Mendjan ha dichiarato che “Siamo riusciti a ottenere in laboratorio tessuto cardiaco in grado di auto-organizzarsi, grazie alle cellule staminali, per riprodurre un organoide con caratteristiche simili a quelle fisiologiche, con strutture che ricordano le camere cardiache, e la capacità del battito”. Una potenziale svolta nel campo della ricerca scientifica di settore,che apre la strada a una rivoluzione nella riparazione delle lesioni provocate dall’infarto e nello studio delle malattie cardiovascolari e che permetterà nel futuro prossimo di compiere progressi importanti nella medicina rigenerativa e nella scoperta di nuovi farmaci.

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