A che punto è la Spesa Sanitaria in Italia

Il Crea (Centro per la ricerca economica applicata in sanità) ha pubblicato lo scorso 11 dicembre il XV Rapporto Sanità, intitolato “Il ritorno della Politica Nazionale in Sanità” presentandolo alla Camera dei Deputati. Il rapporto evidenzia come sia fondamentale che lo Stato torni a perseguire politiche nazionali per la sanità che non siano rivolte esclusivamente a sistemare i bilanci, poiché questa strategia si è rivelata fallimentare.

Si è infatti allargato ancora il gap tra l’Italia e i Paesi dell’Europa occidentale sulla spesa sanitaria: – 32% (se consideriamo sia la pubblica che la privata) e – 37,1% (solo pubblica). Non sembrerebbero bastare i 2 miliardi in più previsti dalla Legge di Bilancio per sanare il sistema. Assumendo che nel prossimo anno la spesa pubblica aumenti effettivamente di 2 miliardi di euro, e che la spesa privata cresca seguendo il trend che si è imposto negli ultimi 5 anni, il gap di spesa totale italiana aumenterebbe ancora rispetto alla media degli altri paesi europei.

Cosa accade se la spesa sanitaria aumenta

Secondo il Crea, i dati disponibili dimostrano che la Sanità non è solo un investimento per la salute dei cittadini (spendendo di più per la Sanità in generale si guadagnano anni medi di aspettativa di vita), ma anche un investimento economico, senza il quale il nostro PIL crescerebbe ancora meno.

Un’ affermazione forte, perché implica che le politiche assistenziali dovrebbero uniformarsi a quelle economiche e non essere due entità distinte. Il Crea pone molta attenzione su questo punto perché al momento non sembra esistere molta consapevolezza in questa direzione.

Effettivamente anche quando la spesa non genera ulteriori miglioramenti della aspettativa di vita, genera comunque una maggiore qualità dei servizi (attraverso il miglioramento tecnologico, lo snellimento della burocrazia, il contenimento delle liste di attesa). Si conferma quindi che l’investimento in Sanità genera ritorni importanti e che per le future politiche sanitarie sarà essenziale capire se la politica investirà di più in Sanità per migliorare la qualità dei servizi, oppure no.

Quale futuro

Indubbiamente i prossimi anni ci riserveranno diverse novità per la spesa sanitaria. Per esempio una delle principali misure di politica sanitaria programmate per il 2020 è l’abolizione del cosiddetto “superticket” sulla specialistica ambulatoriale. introdotto dal Decreto Legge n. 98/2011 e convertito poi nella Legge n. 111/2011. L’abolizione del superticket è una scelta certamente opportuna, visti gli effetti iniqui che ha generato. Tuttavia il costo della sua abolizione assorbirà una quota rilevante delle risorse aggiuntive stanziate dal governo.

I fattori da tenere in considerazione sono talmente tanti che è impossibile fare delle stime, ma sappiamo che un Sistema Sanitario più vicino ai Pazienti ed ai caregiver possa essere una soluzione non solo più umana, ma anche economicamente vantaggiosa. L’auspicio per i prossimi anni è che si vada in questa direzione.

© Domedica s.r.l.

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