Svolta invalidità oncologica: arriva il protocollo veloce

invalidità oncologica- disability benefits

Di fondamentale importanza l’accordo siglato tra gli Istituti Fisioterapici Ospedalieri (Ifo), la Regione Lazio e l’Inps per i pazienti oncologici, il primo di questo genere in Italia, che promette di accorciare i tempi per il riconoscimento di invalidità oncologica, portando i controlli da cinque a uno.

Come funziona il nuovo protocollo

Il nuovo protocollo per l’invalidità oncologica renderà più veloci le pratiche di riconoscimento dell’invalidità per i pazienti malati di cancro, grazie ad una durata di 18 mesi. Il protocollo prevede una procedura informatica (l’Inps garantirà la scomparsa dei verbali cartacei e la digitalizzazione delle procedure) per la trasmissione del primo certificato all’Inps, saltando l’accesso presso il medico di base e l’accertamento sanitario delle Asl nelle Regioni che hanno un accordo di semplificazione. Il certificato era già disponibile dai singoli medici dal 2013, ma era stato usato pochissimo, appena 1500 volte nel 2014, ragione per cui l’Inps ha deciso di siglare accordi con i singoli centri d’eccellenza.  Con questo certificato i medici potranno acquisire, già durante il ricovero presso le Strutture Sanitarie, tutti gli elementi necessari alla valutazione medico legale del paziente.

Inoltre, la presenza della convenzione per l’accentramento degli accertamenti per l’invalidità civile, firmata tra l’INPS e la Regione Lazio nel dicembre 2017, consentirà ai malati di essere sottoposti ad un’unica visita INPS. In aggiunta, nei casi di documentata gravità della patologia, il giudizio medico per il rilascio delle prestazioni di invalidità potrà essere espresso agli atti con la certificazione specialistica oncologica della struttura abilitata, evitando quindi anche la visita INPS. Infine, il “certificato introduttivo” sarà gratuito, mentre prima bisognava passare dal medico di base pagando una tariffa compresa tra i 60 e i 100 euro. In questo modo scompare qualsiasi forma di discrezionalità perché si standardizzano le procedure e non ci saranno valutazioni diverse da quelle medico-scientifiche.

Dopo una prima applicazione nella Regione Lazio, il nuovo accordo per l’invalidità oncologica potrebbe essere applicato anche su tutto il territorio nazionale.

I commenti dei firmatari

Il presidente dell’Inps Tito Boeri ha così commentato questa importante svolta per l’invalidità oncologica: “Questa convenzione riguarda una platea molto importante perché il 28% delle invalidità civili che concediamo sono per malattie oncologiche. Si velocizzano le pratiche e si riducono gli oneri per le famiglie con la possibilità anche di anticipare la concessione della 104, ovvero la possibilità delle famiglie di poter assistere in modo adeguato il malato. Ci sono poi altre regioni che hanno deciso di accentrare i controlli presso l’Inps come la Basilicata e la Calabria e, forse in tempi brevi, anche la Campania. Questa esperienza richiama la sperimentazione già in atto per gli ospedali pediatrici che sta andando molto bene”.

“Ci saranno tanti vantaggi in termini di appropriatezza, equità, omogeneità delle valutazioni e adeguatezza delle previsioni di revisione sull’intero territorio nazionale”, ha invece commentato il presidente dell’Ifo, Francesco Ripa di Meana.

“Un passaggio fondamentale per la semplificazione della relazione con il cittadino – spiega infine il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – soprattutto per il percorso del paziente fragile come quello oncologico…”

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Il nuovo protocollo per l’Invalidità Oncologica non è la sola novità…

La Regione Lazio è anche tra le prime ad adottare il modello del “Breast Unit”, per assicurare una maggiore assistenza per i pazienti malati di tumore al seno.  Nelle Breast Unit (di cui fanno parte un oncologo, un chirurgo, un radiologo, uno psicologo e varie altre figure) la paziente è accompagnata in tutto il percorso di cura e follow-up. Le Breast Unit hanno portato un aumento del tasso di sopravvivenza del 18%.

È stato poi anche approvato il regolamento del registro tumori per una maggiore prevenzione e sono stati adottati anche strumenti tecnologici maggiormente innovativi come la “Proton4Life”, uno dei più grandi progetti italiani per le cure oncologiche.

Verso il “paziente al centro”

E’ importante sottolineare l’importanza del certificato oncologico introduttivo dal punto di vista del paziente: il malato non dovrà più sottoporsi ad ulteriori esami ed accertamenti, risparmiando stress, tempo, fastidi fisici… questo in un momento di grande fragilità emotiva: tipicamente infatti il momento della richiesta di invalidità non è molto distante nel tempo da quello della scoperta della malattia. Inoltre in questo modo si velocizzano le pratiche e si riducono gli oneri per le famiglie, con la possibilità anche di anticipare la concessione della legge 104/92 ovvero la possibilità delle famiglie di poter assistere in modo adeguato il malato.

Una politica che Domedica sposa in pieno, dato che pone al centro le esigenze del paziente e permette di creargli intorno, nel modo più veloce possibile, una rete di sostegno.

© Domedica s.r.l.

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