Supporto psicologico per i pazienti in emodialisi

emodialisi- hemodialysis

L’insufficienza renale cronica (IRC), come tutte le malattie croniche, genera difficili vissuti emotivi e dinamiche relazionali problematiche, che aggravano ulteriormente il disagio della persona. La figura dello psicologo può essere un valido e prezioso aiuto per il malato, i familiari e gli operatori sanitari.

Emodialisi: un piccolo terremoto…

L’ IRC è distinta in cinque stadi che vanno dalla insufficienza renale cronica lieve alla IRC terminale – uremia terminale, che porta alla cessazione totale ed irreversibile della funzionalità renale. Per sopperire alla perdita della funzionalità renale si ricorre a terapie sostitutive quali l’emodialisi, la dialisi peritoneale o il trapianto.  E’ una patologia che interessa circa il 10-15% della popolazione adulta mondiale.

Malgrado le grandi migliorie recenti, il paziente che inizia l’emodialisi si trova davanti ad un “piccolo terremoto”: una trasformazione radicale della propria vita. Le avversità più tipiche che il paziente in emodialisi deve affrontare sono:

  • dipendenza dalla macchina
  • speciali programmi alimentari
  • dolori addominali
  • prurito
  • trasformazioni a livello fisico
  • cambiamenti degli obiettivi personali, sociali e professionali

Tutte queste difficoltà generano, in un modo o nell’altro, forti ricadute psicologiche…

La difficile gestione delle emozioni

Secondo uno studio condotto all’Ospedale F. Miulli i pazienti, in media, hanno riportato almeno due problematiche psicologiche associate all’esperienza della dialisi. La percentuale più alta è stata la “preoccupazione rispetto al proprio stato di salute”, seguito da “dipendenza dalla macchina dell’emodialisi”, “perdita di interesse e piacere nello svolgimento delle normali attività” e “apprensione per occlusione improvvisa/accesso vascolare”, “difficoltà a mantenere l’autonomia personale e psicologica” e “cambiamento immotivato dell’umore”.

La depressione è però il disturbo psicologico più frequente, con una percentuale tra il 20% ed il 30%, con pesanti ricadute sulla salute del paziente: la presenza di un quadro depressivo infatti influisce negativamente sul sistema immunitario.

La presenza dello psicologo, in strutture sanitarie o a domicilio, sarebbe dunque fondamentale per fornire un supporto emotivo e poter alleviare e accompagnare il paziente lungo il nuovo ed insidioso percorso.

emodialisi- hemodialysis

Cosa fa lo psicologo?

Lo psicologo inizialmente cerca di individuare se sono presenti sin dalle fasi iniziali, eventualmente anche pre-malattia, delle difficoltà psicosociali e personali, valuta come il candidato gestisce situazioni di stress, la sua flessibilità a nuovi ruoli e situazioni, il mutamento del ruolo all’interno del sistema familiare, il suo grado di autonomia. Successivamente inizia a costruire con il paziente, attraverso il dialogo e il controllo costante, percorsi nuovi nella gestione della quotidianità, processo fondamentale per stabilizzare l’emotività.

Gli studi hanno dimostrato come i pazienti in trattamento dialitico che hanno la possibilità di ricevere un trattamento di tipo cognitivo–comportamentale mostrano una diminuzione dei sintomi depressivi. Miglioramenti simili sono stati riscontrati anche attraverso terapie di gruppo per pazienti dializzati (Lii, Tsay e Wang, 2007).

Il ruolo e le difficoltà dei famigliari

Il ruolo dei familiari è decisivo nel Patient Journey, ovvero il “viaggio” del paziente attraverso la sua malattia. Lo psicologo anche in questo caso può svolgere un valido e importante ruolo di supporto: diviene infatti necessario ridisegnare i ruoli, modificare le abitudini e gli stili di vita finora mantenuti per andare incontro alle nuove esigenze e alle limitazioni “imposte” dal paziente.  Anche in questo caso non sono poche le emozioni che investono i famigliari: ansia per il futuro, frustrazione verso l’impossibilità di intervento risolutivo nei confronti della malattia, isolamento sociale (soprattutto se si è soli ad accudire il paziente)… sono fattori che vanno gestiti e per i quali lo psicologo può dare un valido aiuto.

Un aiuto anche per il personale sanitario

Infine lo psicologo, se inserito all’interno di una equipe composta da professionisti del settore sanitario (il cosiddétto “medico multidiciplinare”, di cui abbiamo parlato in un articolo apposito), può supportare il personale medico. Va infatti fatto notare che gli operatori sanitari sono continuamente costretti a confrontarsi con la sofferenza, con tematiche legate alla perdita e alla morte. Questo genera un inevitabile stress emotivo. Lo psicologo potrebbe aiutare a ridurre l’impatto emotivo e stressante nella gestione del paziente, così da garantire una migliore presa in carico.

Dare sollievo alla sofferenza emotiva di un paziente in emodialisi, ma più in generale ad un paziente affetto da una malattia cronica, significa umanizzare l’assistenza medica, riconoscendo al paziente il diritto di avere risposte non solo ai bisogni fisici, ma anche a quelli psicologici ed emotivi, come sosteniamo anche nei nostri Patient Support Programs.

© Domedica s.r.l.

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