Sensibilità Chimica Multipla, una malattia controversa e spesso ignorata

Sensibilità Chimica Multipla - Multiple Chemical Sensitivity

La Sensibilità Chimica Multipla, anche nota come MCS dall’acronimo inglese (Multiple Chemical Sensitivity), è una malattia studiata da pochi decenni, sulla quale non è stata ancora fatta totale chiarezza scientifica, peraltro non riconosciuta, a livello sanitario e legiferativo, ovunque nel mondo. Ne consegue che i malati di MCS si ritrovano spesso isolati e privi di un’assistenza mirata e qualificata, ma counseling e supporto pratico ed emotivo possono aiutarli.

Sensibilità Chimica Multipla, la malattia della modernità

“Allergico al mondo”, ecco come si potrebbe definire, in un certo senso, un malato di MCS. La malattia consiste infatti in una estrema reattività alle sostanze chimiche presenti nell’ambiente: in termini medici si chiama iperosmia, e cioè uno sviluppo della capacità olfattiva centinaia di volte superiore a quello di una persona sana: anche una minima traccia di composto chimico arreca, per inalazione o contatto, disturbi fisici di varia natura e non solo respiratori: si possono riscontrare ad esempio seri problemi digestivi e neurologici, ai muscoli e alle articolazioni.

I malati di MCS sono costretti a vivere in ambienti controllati, a limitare la loro presenza nei luoghi di lavoro e di svago, nei casi più gravi ad isolarsi dal mondo.

Le principali sostanze chimiche che possono provocare disturbi sono: pesticidi, solventi, vernici, deodoranti, profumi, detersivi, i PFAS,  emissioni di macchine, aerei, industrie varie, discariche, inceneritori.

Ma quali sono le cure e terapie? In attesa di studi più specifici e la sintesi di eventuali nuovi farmaci, le sole terapie da seguire per avere un minimo di beneficio sono:

  • evitare contatto ed inalamento di prodotti chimici
  • alimentazione esente da prodotti chimici
  • assunzione di integratori non di sintesi

Una questione controversa…

Sul tema della Sensibilità Chimica Multipla, la comunità scientifica è divisa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità non riconosce ancora la patologia ma ha inserito l’MCS nella categoria delle “allergie non altrimenti specificate”, in Europa è riconosciuta da Austria, Germania, Spagna, Danimarca e Finlandia. In Italia, dove sono diagnosticati almeno 300.000 malati, la patologia non è riconosciuta dall’ISN, ma diverse regioni hanno invece riconosciuto l’MCS: Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Basilicata e recentemente il Veneto. La difficoltà, se non impossibilità di curarsi adeguatamente in Italia (non esistono su tutto il territorio nazionale strutture ospedaliere in grado di ospitare chi soffre di Sensibilità Chimica Multipla)  ha spinto molti italiani malati a curarsi all’estero. Una delle mete d’eccellenza è il «Breakspear Medical» di Londra.

Lentamente però le cose migliorano anche in Italia: recentemente nella regione Lombardia è stata approvata una mozione per istituire un tavolo scientifico finalizzato a individuare i criteri diagnostici, le prestazioni sanitarie e le tutele assistenziali in favore dei pazienti. Dal prossimo anno, inoltre, i malati di MCS potranno usufruire di un nuovo centro specializzato nel cuore dell’Umbria, a Torgiovannetto, dove è in preparazione una nuova struttura dedicata ai malati di MCS.

Come aiutare i malati?

Isolati, incompresi, impossibilitati a curarsi per ragioni pratiche ed economiche: ecco la drammatica situazione della gran parte dei malati di MCS in Italia, sprovvisti di un’adeguata assistenza. Nella maggior parte dei casi, visto il mancato riconoscimento della patologia, oggi in Italia ai malati di MCS vengono diagnosticate tipicamente problematiche di natura psichiatrica. Nei casi in cui la malattia viene “informalmente” riconosciuta dal singolo medico, nascono altre problematiche:  <> – ci spiega la dottoressa Alessandra Viola, assistente del professor Genovesi, luminare in Italia sull’MCS – <>. Ma molto si può fare per questi malati dal punto di vista del supporto proattivo, di cui Domedica è convinta sostenitrice con i suoi servizi di counsueling e supporto remoto. Molti studi hanno infatti evidenziato il possibile carattere psicosomatico della Sensibilità Chimica Multipla, in particolare H.R. Eriksen e da H. Ursin, in un celebre articolo pubblicato nell’aprile 2004, hanno proposto il termine subjective health complaints (disturbi soggettivi della salute): “questi disturbi sono basati su sensazioni che per la maggior parte delle persone rientrano tra i normali processi fisiologici; in alcuni individui queste sensazioni diventano intollerabili, in alcuni casi manifestandosi per via psicosomatica, in altri casi no”. E’ quindi ovvio come un approccio olistico, che tenga conto del paziente nella sua interezza, sia probabilmente il più efficace per i malati di MCS.

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