Patient Support Program per l’ipertensione, una patologia diffusa e sottovalutata.

Patient Support Program per l'ipertensione Hypertension

Un europeo, e un italiano, su tre è iperteso. Questo il dato allarmante e destinato a crescere con l’invecchiamento generale della popolazione. Eppure in Italia il 50% dei malati rinuncia a cure e controlli. Nuovi approcci al problema, tra cui i Patient Support Program per l’ipertensione, potrebbero migliorare l’aderenza alla terapia.

Il killer silenzioso

Negli ultimi 40 anni – dal 1975 al 2015 – il numero delle persone che in tutto il mondo soffrono di ipertensione è quasi raddoppiato, toccando gli 1,13 miliardi.  Al 2016, in Italia, circa il 33% degli uomini e il 31% delle donne adulte soffre di pressione elevata e quasi la metà di queste persone ignorano di avere questo problema (dati SIIA -Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa). La mancata diagnosi non è dovuta solo alla sottovalutazione del problema da parte dei malati: l’ipertensione arteriosa infatti agisce nell’ombra, non comporta alcun sintomo, degenerando lentamente ma inesorabilmente in complicanze severe, spesso dall’esito mortale. Ecco perché è conosciuta come il “killer silenzioso”: non è una malattia di per sé ma aumenta enormemente il rischio di essere colpiti da ictus cerebrale, infarto di cuore, insufficienza renale ed altre malattie.

Quando si può parlare di ipertensione? Una schematizzazione semplificata ci permette di definire tre gradi di ipertensione:

  • Valori pressori max/min compresi tra 140/90 e 160/100: ipertensione arteriosa di grado 1 (lieve)
  • Valori tra 160/100 e 180/110: ipertensione arteriosa di grado 2 (moderata)
  • Valori superiori a 180/110: ipertensione arteriosa di grado 3 (grave)

Curare l’ipertensione: provvedimenti igienico-dietetici e farmaci

A seconda del grado di ipertensione, i provvedimenti per ridurre la pressione possono ridursi a semplici accorgimenti igienico-dietetici o prevedere l’assunzione più o meno massiva di farmaci.

Le misure igienico-dietetiche prevedono:

  • aumento dell’attività fisica
  • riduzione del peso corporeo con adeguata dieta ipocalorica
  • riduzione del consumo di sale con i cibi

Adottare queste misure igienico-dietetiche a lungo termine ha effetti vantaggiosi anche su altri fattori di rischio spesso associati all’ipertensione, quali obesità, ipercolesterolemia e diabete.

I farmaci antiipertensivi sono molti ed agiscono attraverso meccanismi diversi. Le categorie più importanti sono:

  • i diuretici
  • i bloccanti del sistema renina – angiotensina, meccanismo ormonale che regola la pressione arteriosa
  • i calcioantagonisti, che bloccano l’entrata di calcio nelle cellule muscolari delle arteriole
  • i betabloccanti
  • gli alfabloccanti e gli antiadrenergici centrali, che riducono la risposta circolatoria agli stimoli del sistema nervoso simpatico

Diagnosi e aderenza alla terapia: due dati da migliorare drasticamente

Malgrado i grandi successi della ricerca medico-scientifica e il fatto che in Europa si spendono ogni anno circa 200 miliardi per il trattamento delle malattie cardiovascolari correlate all’ipertensione, il killer silenzioso continua ad essere la causa numero uno di morte al mondo. Motivi principali sono la mancata diagnosi e la scarsa, o nulla, aderenza alla terapia. In Italia ad esempio sappiamo quando vengono presi i medicinali contro l’ipertensione perché il farmacista deve registrare il farmaco che fornisce al paziente dietro prescrizione medica: dai dati amministrativi della Regione Lombardia risulta che circa il 40% dei pazienti ipertesi dopo la diagnosi non ripete la prima somministrazione del farmaco. La componente silente della patologia, di cui abbiamo già parlato, non spiega da sola questi dati, ci sono altri elementi in gioco, tra cui:

  • L’inizio del trattamento viene spesso effettuato quando ancora non sono presenti sintomi, e questo comporta una scarsa aderenza alla terapia
  • Molti pazienti ritengono erroneamente che una volta normalizzata la pressione si possa sospendere la cura
  • Un paziente su due ha più di 65 anni: spesso ha altre patologie e quindi assume più compresse contemporaneamente… questo genera errori involontari nell’assunzione
  • Poca o nessuna fiducia nel trattamento terapeutico

Patient Support Program per l’ipertensione: strategie per migliorare l’aderenza alla terapia

L’ipertensione è una patologia abbastanza semplice da diagnosticare. La SIIA ad esempio ha messo online un semplice strumento di calcolo del rischio cardiovascolare, che si compila in una manciata di secondi. Sono in atto campagne di sensibilizzazione sempre più efficaci e test gratuiti come quello promosso dalla Regione Lombardia nel 2016: di fatto negli ultimi anni la percentuale di diagnosi dell’ipertensione è sensibilmente aumentata in Italia e nei paesi occidentali in generale. L’aderenza alla terapia invece ha ancora ampli margini di miglioramento. Cosa si sta facendo in questo senso?

La semplificazione della terapia con l’impiego di associazioni di farmaci in un’unica pillola rappresenta un’ottima soluzione, soprattutto per i pazienti anziani. Un ulteriore aiuto sta arrivando dall’uso delle nuove tecnologie, dai dispositivi elettronici e dalla telemedicina, che possono aiutare a incentivare i pazienti ad assumere regolarmente la cura.  Tra le nuove strategie spiccano i Patient Support Program per l’ipertensione, che mettono il paziente al centro di una rete di supporto, fatta di somministrazione domiciliare delle terapie, training e supporto pratico ed emotivo, assistenza in remoto, segnalazione di appuntamenti e somministrazioni delle terapie, e tanti altri servizi. Domedica da più di 10 anni crea Patient Support Program per l’ipertensione di grande efficacia, come dimostrano i numeri. Anche grazie a questi Patient Support Program il killer invisibile, seppur lentamente, retrocede.

© Domedica s.r.l.

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