Il Progetto Genoma Umano riparte dalle supercellule

Supercellule -Ultrasafe cells

Recentemente in un convegno a Boston i promotori del progetto Gp-write (Genome Project-Write), che si prefigge di realizzare il primo genoma umano sintetico, hanno annunciato la riapertura del progetto, seppur ridimensionato e focalizzato sulle supercellule. Ma il problema restano i finanziamenti…

Riparte il Gp-write…

Nell’Aprile 2013 la mappatura del genoma umano era stata completata, nel 2016 è nato un progetto ancora più ambizioso, lo Human Genome Project Write (Gp-Write), ovvero il Progetto Genoma Umano, che vuole realizzare il primo Dna umano sintetico, che permetterebbe di produrre vaccini e farmaci biologici grazie a cellule umane sintetiche in grado di resistere a virus di qualsiasi tipo. Il progetto vanta più di 200 ricercatori, coordinati dall’esperto di Biologia sintetica Jef Boeke, dell’Universita’ di New York. A ben pensarci il progetto è stato una logica conseguenza dopo la mappatura del Dna umano e la realizzazione dei primi batteri sintetici, ovvero il cui codice genetico non esiste in natura ma è stato programmato al computer. Si tratta di un progetto che avrebbe risvolti epocali per la medicina e non solo.

…ma ridimensionato

Il progetto, dalla sua nascita, ha però incontrato diverse difficoltà, per la complessità del progetto e di conseguenza gli ingenti finanziamenti di cui abbisogna. Da qui la decisione di ridefinire gli obiettivi: i ricercatori lo scorso primo  Maggio hanno delineato un nuovo goal che, come scrive il giornalista Elie Dolgin sul sito della rivista Nature, originariamente sarebbe dovuto essere solamente un progetto pilota: lo sviluppo di supercellule.  “Rappresentano comunque un obiettivo piuttosto ambizioso”, sottolinea Sheref Mansy, esperto del Centro di biologia integrata (Cibio) dell’Università di Trento. “Per raggiungerlo serviranno nuove tecnologie, ed è proprio questo il punto”. Del resto nella scienza teoria e avanzamento tecnologico hanno sempre, necessariamente, camminato di pari passo.

Cosa sono le supercellule?

Cellule in grado di resistere a virus di qualsiasi tipo, alle radiazioni, al congelamento, all’invecchiamento e alla trasformazione tumorale… non a caso si parla di supercellule. Per realizzarle, gli esperti dovranno riuscire a ricodificare il Dna, ovvero modificare le sequenze di tre lettere che vanno a determinare, durante la sintesi delle proteine, l’inserimento di specifici amminoacidi. Una volta che tali codoni saranno stati modificati, le cellule saranno in grado di resistere ai virus, che non avranno la possibilità di sfruttarle per replicarsi e provocare l’infezione. Non è solo teoria: l’esperimento è già stato realizzato con successo nel batterio Escherichia Coli, attuando 321 modifiche nel genoma. Nelle cellule umane sarebbero invece richieste circa 400.000 modifiche del genoma, questo dà un’idea della complessità del progetto.

Il vero problema sono i finanziamenti

“Il miglior modo per conoscere la biologia di un essere vivente è costruirlo: lo abbiamo fatto con virus, batteri, lieviti e credo che in futuro potremo farlo anche con l’uomo. Se ci si attiene ad adeguate misure etiche e di sicurezza, perché non sostenere questo sforzo? Non dobbiamo aver paura di conoscere meglio noi stessi” – commenta sempre Sheref Mansy. Ma non tutti la pensano come lui… ecco perché, forse, a due anni dal lancio, il progetto non ha ancora finanziamenti dedicati.

Essersi però concentrati su un obiettivo meno ambizioso ma più realistico potrebbe essere utile non solo dal punto di vista scientifico ma anche finanziario: “Raccogliere risorse dovrebbe essere più facile”, ha detto Nancy Kelley, avvocato esperto di biotecnologie e tra i promotori del Gp-write. Anche Harris Wang, biologo della Columbia University, è convinto che la sterzata data al progetto consentirà “uno sviluppo rapido”.

Al di là degli importantissimi obiettivi particolari, il punto è approfondire la ricerca sulle enormi potenzialità delle tecnologie basate sull’utilizzo del Dna.

© Domedica s.r.l.

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