10 step per un Patient Support Program efficace

10 step per un Patient Support Program

I Patient Support Program stanno diventando sempre più importanti come strumento di assistenza ai malati cronici, fornendo aiuto pratico, psicologico, migliorando sensibilmente l’aderenza alle terapie. Ecco 10 step per un Patient Support Program di valore, basati sulla nostra esperienza pluridecennale.

1. Definite lo stadio della malattia e di conseguenza le parti interessate

A parità di malattia, se un paziente aderisce ad un PSP subito dopo la diagnosi, avrà bisogni diversi da chi vive una condizione cronica da anni e potrebbe ad esempio aver bisogno di cambiare il proprio comportamento rispetto alla terapia. Lo stadio della malattia quindi definisce sommariamente ruolo e importanza di tutte le parti interessate per la realizzazione del PSP: rete famigliare, amici, colleghi di lavoro, come anche operatori sanitari e servizi di assistenza e altri care providers.

2. Ogni paziente è unico

Il patient journey e le sue tappe fondamentali variano per ogni paziente, perché ogni paziente è unico, e va ascoltato per poter definire al meglio i suoi bisogni, di natura sia pratica che emotiva. Questo ha inoltre una forte ricaduta psicologica: il paziente che si sente seguito aderisce con più coinvolgimento al programma. Va infatti detto che un articolo come “10 step per un Patient Support Program efficace”, o similari, è uno strumento senz’altro utile ma freddo, se non calato nell’esperienza assolutamente personale di ogni singolo malato.

3. Trovate i canali di comunicazione più efficaci

I canali di comunicazione dei Patient Support Programs sono moltissimi: presenza fisica, messaggi di testo, email, siti web educazionali, chat, interazione online, faccia a faccia, telefonata, etc…  Ogni paziente differisce anche per i canali di comunicazione che preferisce, quindi è estremamente importante che sia informato su tutti i canali possibili, di modo da aderire a quelli che trova più consoni. In Domedica copriamo la maggior parte dei canali di comunicazione.

4. Centralizzate cartelle e dati medici

E’ importantissimo che tutti i dati medici relativi ad un paziente siano contenuti in una sola cartella. E’ importante anche ricercare dati vecchi di anni e magari delocalizzati. Questa centralizzazione rende l’analisi dei dati di massima efficacia per tutte le parti coinvolte.

5. Seguite i regolamenti

Rispetto alle malattie ogni paese ha regole, protoccoli, legiferazione e standard di supporto differenti.  E’ ovviamente necessario rispettare gli standard. Consigliamo di avere uno o più esperti per ogni paese, supportati da un team che assicuri il rispetto dei regolamenti.

6. Integrate l’IT tra diversi paesi

Storicamente i patient support programs venivano realizzati singolarmente in ogni paese. Oggi il trend è di centralizzare e standardizzare, di modo da meglio valutare l’efficacia per regione, per paese e globalmente. Quindi è importante avere degli standard di IT comuni per la raccolta ed analisi dei dati.

7. Mettete in contatto le parti interessate

Un Patient Support Program efficace non mette soltanto in contatto il paziente con i fornitori di servizi sanitari, ma connette anche tutti gli altri elementi coinvolti, tra cui reti di supporto, famigliari, psicologi e professionalità varie. Tutte le parti interessate hanno bisogno di un training sul programma di supporto che avete creato, di modo da avere un vocabolario comune.

8. Fate aggiornamenti continui

Convinzione ed entusiasmo sono essenziali da parte di tutta la rete di supporto costruita e coinvolta attorno al paziente. Tipicamente ci sono all’inizio del programma, ma scemano nel tempo. Per sostenerli, è importante rinforzare il legame con la rete con feedback, discussioni aperte, incontri con i singoli, condivisione dei dati.

9. Considerate le vostre reali risorse

Può succedere di proporre ad un paziente un Patient Support Program che vada al di là delle possibilità delle strutture e delle persone che formano la rete di supporto, o che li metta in una condizione di lavoro eccessivo, con inevitabili ricadute sulla qualità del PSP. E’ meglio rinunciare a creare un PSP per un malato, se non si hanno le risorse adatte al caso specifico.

10. Non dimenticate nessuno

Addetti al Marketing, programmatori, dipartimento legale… tutti devono essere informati di quello che il PSP vorrebbe ottenere e il ruolo di ognuno per poterci riuscire. E’ importante che ognuno si senta parte attiva nella vita del paziente.

Grazie a questi 10 step per un Patient Support Program efficace potrete aggiungere valore alla vita dei vostri pazienti.

© Domedica s.r.l.

I Patient Support Programs di Domedica

Articoli correlati